La differenza tra un pistolero e un jihadista

La Francia ha offerto il sacrificio di 238 persone al jihadismo ma stavolta la denuncia accorata del totalitarismo islamico è agganciata non alla realtà ma alla sua parvenza emozionale. Perché non vanno confuse tragedie e tragicommedie

La differenza tra un pistolero e un jihadista

Foto LaPresse

Uno che spara e uccide un poliziotto sugli Champs-Elysées a trentadue ore dalla chiusura dei seggi per le presidenziali è un terrorista, ci mancherebbe. Ma questo Karim Cheurfi, 39 anni, francese, musulmano, con ogni probabilità non era un terrorista, un jihadista. Dalle nove di giovedì sono stato attaccato alla tv come il 13 novembre del 2015, colpito dal nuovo atto di guerra, e mi sono addormentato dicendo: ci risiamo. Al risveglio ho trovato una situazione surreale, assurda. La denuncia accorata...

Registrati per continuare a leggere

La registrazione è gratuita e
consente la lettura
degli articoli
in esclusiva del Foglio
per una settimana.

Se sei già abbonato, ACCEDI.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    22 Aprile 2017 - 01:01

    "Perché non vanno confuse tragedie e tragicommedie" Giusto, doveroso principio. La differenza tra jihadista e pistolero c’è. Solo che la società odierna vive di immagini, di flash, di informazioni in tempo reale, cioè di emozioni e percezioni. Ne deriva il "facite ammuina" universale. Emblematico dei tempi nostri che si manifesti anche nella patria della "Dea Ragione". Non abbiamo ancora l'esatta consapevolezza dell’ircocervo che abbiamo costruito, usando, senza l’indispensabile completamento col concetto di responsabilità, Ragione e Libertà. Ora siamo costretti a conviverci. Il bello è che sarebbe compito della Ragione ... far ragionare la Libertà. Ah, Protagora: "L'uomo è la misura di tutte le cose di quelle che sono in quanto sono e di quelle che non sono in quanto non sono ... " Esecrabile relativismo spicciolo?, sarà, ma lo usiamo h24.

    Report

    Rispondi

  • Giovanni

    22 Aprile 2017 - 00:12

    Direi di attenerci ai fatti ed evitare di eccedere in tentativi di spiegazione dei fatti in un verso o in quello opposto. I fatti dicono che l'attentatore era un cittadino francese di etnia araba e credo religioso mussulmano. Era armato con un kalasnikov e nella sua auto è stato trovato un corano e armi da taglio. Ha sparato intenzionalmente contro la polizia uccidendo un agente e ferendone un altro. Se le forze di polizia non avessero reagito immediatamente avrebbe potuto uccidere molti agenti o civili. Certo, forse non era un elemento radicalizzato anche se un arma come il mitra non è certo un arma comune come può esserla una pistola e tuttavia rimane il fatto che tutti gli attentati avvenuti negli ultimi anni hanno la matrice comune dell'appartenenza all'islam. Negare l'evidenza non ci aiuterà nè a capire il problema nè a risolverlo.

    Report

    Rispondi

  • mauro

    21 Aprile 2017 - 23:11

    Caro Ferrara, ridurre il fenomeno "populista" impersonato da Marine Le Pen alle proclamazioni dello stato d'emergenza permanente dell' "amichetta di Trump" sarà detestabilmente pol. cor. ma è espressione degna del pamphlettismo della grande tradizione parigina. Chapeau.

    Report

    Rispondi

  • luigi.desa

    21 Aprile 2017 - 23:11

    a Piazza pulita una marchettona al delirio islamico.Una lunga intervista portata avanti con garbo e simpatia ad un soldato dell'Isis.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Servizi