La fine dell'illusione chiamata Erdogan

Lo statista coccolato dall’Europa si rivela nient’altro che un rais

La fine dell'illusione chiamata Erdogan

Foto LaPresse/Reuters

Di per sé, un sistema presidenziale – come quello uscito vincente dal referendum di domenica in Turchia – non sarebbe da buttare. Il problema è che Ankara non è Washington (e nemmeno Parigi, dove pure la figura del primo ministro sopravvive, nonostante sia sovrastata dal presidente che più o meno tutto decide. La vittoria di Recep Tayyip Erdogan, che sarà pure all’ultimo voto e con cassoni di voti non timbrati, è decisiva nello smentire una volta per tutte le teorie...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • contirlm

    18 Aprile 2017 - 14:02

    Ci voleva tanto a capirlo?

    Report

    Rispondi

  • luigi.desa

    18 Aprile 2017 - 14:02

    Erdogan con il cumulo dei poteri e i suoi provvedimenti sempre più liberticidi e leggi illiberali tende a somigliare come despota piu ad Hilter che a Mussolini ,eppure in occidente c'è molta esitazione a chiamarlo con il suo nome .E poi sul golpe che ha represso 'troppo' tempestivamente pur in vacanza bisognerebbe indagare perchè forse prodromico alle sue indubbie velleità repressive. Centinaia di migliaia di militari magistrati insegnanti tutti sostituiti a botta calda quando ancora i fuochi del golpe non erano stati spenti ,giornalisti e esponenti del partito curdo arrestati e la panzana sul miliardario americano. Erdogan è levantino ed io in Turchia ne ho conosciuto l'arte facendo affari nei suk di Istambul.

    Report

    Rispondi

  • gianni.rapetti

    18 Aprile 2017 - 13:01

    I militari turchi laici facevano arriciiare molti nasi liberal europei, cosi' adesso ci godiamo Erdogan.

    Report

    Rispondi

  • Giovanni Attinà

    18 Aprile 2017 - 12:12

    Oltre che coccolato, diciamo cullato, perché il partito di Erdogan ha illuso il cosiddetto Occidente, mentre in realtà era d' ispirazione islamista e mirava a fare della Turchia uno stato islamico. Invece abbiamo assistito alle cancellerie occidentali a fare a gara per avere ospite Erdogan, ovvero il sultano autoritario che, dopo il presunto golpe, ha peggiorato la situazione. Tra l'altro questo referendum si è svolto in modo antidemocratico e con brogli.

    Report

    Rispondi

Servizi