Vade retro, Russia

La luna di miele tra Donald Trump e Vladimir Putin sembra finita. E non per colpa della strage chimica in Siria, ma perché l’America non smette mai di vedere nel Cremlino l’impero del male

Vade retro, Russia

Una parata militare a Mosca davanti al Cremlino (foto LaPresse)

Non è stata la strage chimica del 4 aprile in Siria a interrompere il bromance virtuale fra Donald Trump e Vladimir Putin. Le affinità elettive sono svanite “quando i democratici e i repubblicani dell’establishment si sono convinti che i rapporti con il Cremlino erano la cosa che avrebbe potuto distruggere il presidente”, dice il politologo John Mearsheimer, ripercorrendo l’inesorabile accumularsi di indizi e prove intorno ai legami opachi con la Russia. Prima sono arrivati gli hacker, i legami commerciali loschi,...

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    17 Aprile 2017 - 12:12

    Russia diversa ? No. .Le famose democrazie nordiche ,qualcuno dovrebbe raccontare ,in dettaglio,a parte il singolare episodio di Federico II ,in quale misura hanno voluto integrarsi -culturalmente- con l'Europa centrale più di quanto ha fatto la Russia dal XV. Nelle città più importanti russe si sente la mano dei europei ,non lo stesso nei paesi scandinavi sempre un pò scostanti nella loro fredda distanza da Roma .La stessa Inghilterra a parte la dominazione romana che si vede con tanti ritrovamenti archeologici fu moltissima influenzata nella lotta con i re di Francia che facevano avanti indrè. La cultura greco-romana non arrivò mai a conquistare i rudi scandinavi , cosa invece avvenne con i galli i celti gli eruli e tutte le altre popolazioni dell'Europa nord continentale che nei secoli addirittura divennero parte integrante dell'esercito romano in particolare nella specialità della cavalleria. Andare a Stoccolma ,bellissima ma più lontana di Palmira. o no?

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  • mauro

    16 Aprile 2017 - 18:06

    Scusi, caro Ferraresi, "invasione dell'Ucraina"? Putin è stato anche troppo paziente dopo il subdolo intervento americano sponsorizzato da Soros, se si fosse lasciato scippare anche la base navale della Crimea, ceduta in un momento di sconforto annegato nella wodka, sarebbe stato un imbecille, e non poteva permetterselo nell'interesse nazionale della Russia, o avremmo preteso che si lasciasse avvilupare anche lui nell'abbraccio mortale del buonismo che ci sta regalando all'islam senza colpo ferire? Non discuto una certa diffidenza degli americani verso i russi, fin dai tempi della controversia sull'Alaska acuitasi durante la guerra fredda contro il comunismo sovietico, e sia i liberals incarogniti, sia i repubblicani rincoglioniti ne hanno approfittato. Comunque si sta verificando quello che ho detto anche a Ferrara: Trump che non è fesso, ha usato tomahawks e minacce alla Corea per scrollarsi di dosso la feroce muta pol. cor. Ha raggiunto lo scopo e tornerà il "negoziato".

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  • luigi.desa

    16 Aprile 2017 - 15:03

    la Russia fino all'avvento del regno del male nel 1917 con Caterina e Pietro era divenuta parte integrante dell'Europa .La cultura .in senso lato, è prettamente europea. Vorremmo affermare che la grande letteratura e musica russa è asiatica ,orientale ? La disinformazione è da pregiata ditta di cornutoni che continuano a vedere nell'orso russo Attila Gengis Can e la banda Bassotti.Putin ha una cultura molto più europea di Juncker che è nell'intimo apolide in quanti nelle sue vene non scorre sangue ma dinero .Tutti i lussemburghesi e come tutti i paesi grandi riciclatori di denaro sporco sono non europei.La Svizzera non a caso è fuori della UE. I paesi europei storicamente si sono sempre scannati tra loro ma arricchirsi con i narcos è una bella idea.

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    • carlo schieppati

      17 Aprile 2017 - 10:10

      Concordo. Quanto a Juncker nelle sue vene non scorrono solo sangue e dinero ma anche un certo tasso alcolico da quantificare con opportuno esame. A parte le battute, come si fa a non capire che è l'America che vuole impedire l'integrazione della Russia nell'Europa (ed è per questo che i suoi vassalli inglesi - o viceversa? - hanno fatto la brexit).

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  • carlo schieppati

    16 Aprile 2017 - 10:10

    Rémi Brague notava l'affermarsi di una "esaltazione della democrazia grazie alla quale ogni altro regime appare infausto, se non addirittura criminale". E se fosse proprio l'America l'Impero del Male, il Grande Satana? Quando era nunzio un Turchia monsignor Roncalli scriveva in una lettera: " La Massoneria - cioè il diavolo-...". Ora si preferisce chiamarla Deep State, a cui anche Trump ha finito per obbedire.

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    • mauro

      16 Aprile 2017 - 16:04

      L'ipotesi è forse un pò esagerata, ma c'è certamente del male nel voler imporre al mondo intero un concetto di libertà, di per sè assai complesso, in modo molto semplicistico.

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      • carlo schieppati

        17 Aprile 2017 - 10:10

        In prima istanza non è implicato un "concetto di libertà". Il termine democrazia individua solo una procedura di selezione dei governanti attraverso il voto. Pratica che venne inventata e applicata dagli ordini religiosi nel Medioevo.

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