Con una guida politica evanescente il pur bravo generale Mattis non tranquillizza affatto

Trump e Cane pazzo. I generali a briglia sciolta andrebbero bene se la Casa Bianca avesse una strategia stabile

Con una guida politica evanescente il pur bravo generale Mattis non tranquillizza affatto

Donald Trump e James Mattis (foto LaPresse)

Una delle poche sicurezze intorno a Trump si chiama James “Mad Dog” Mattis. E’ un generale quasi unanimemente definito abile e istituzionale nei modi, dunque gode di una considerazione anche tecnica, impersonale, delle sue qualità. E chi siamo noi per giudicare? Sarà senz’altro così. E il nomignolo di Cane pazzo, o di War monk, Monaco guerriero, dev’essere un modo affettuoso di riferirsi al suo coraggio, al suo sprezzo del pericolo, alla sua disinvoltura verbale, alla sua poca cautelosità, non un...

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Commenti all'articolo

  • disiena

    15 Aprile 2017 - 22:10

    E se invece tutto ciò facesse parte della strategia di Trump? Io non sottovaluterei cosi facilmente uno che è riuscito a diventare presidente del paese più importante al mondo. Proprio un cretino non deve essere. E forse è molto più stratega di quanto lei possa pensare. Ora come ora non lo si può ancora dire. Ma neanche il contrario.

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  • luigi.desa

    15 Aprile 2017 - 16:04

    Facciamocene una ragione di Trump non servono ,altro che a riempire pagine, gli attacchi al mattocchio dal pennacchio giallo. Ecco una bella metafora ,l'ora legale .Il tempo dell'orologio è una convenzione ,regolata da i fusi orari e l'ora legale è un' altra convenzione di comodo. Trump si diversifica dal tempo temporale perchè è come il tempo meteorologico sempre mutevole a volte imprevedibile e imprevisto .E' divertentissimo con o senza Cane Pazzo, è matto di suo ma non pericoloso come dice ferrara .E come racconta l'adagio il tempo è galantuomo e forse non è ragionevole inventarsi il futuro e poi criticarlo acriticamente perchè farina del proprio sacco. Mauro dice bene.

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  • carlo.trinchi

    15 Aprile 2017 - 15:03

    Ferrara dov'è finito il sogno americano che abbiamo rincorso per decenni dai tempi della brillantina e dei geans con tanto di porta pettinino? Dov'è finito il mito dei liberatori americani perché difensori delle libertà ovunque queste venissero minacciate? E la frontiera sempre più avanti? Ferrara non ci riusciamo a credere che anche una democrazia consolidata possa entrare in crisi e produrre quello che avevamo sempre deprecato. Ferrara non siamo alla guerra per cèrcare di esistere e distinguersi. Qui non siamo di fronte al coreano pazzo ma a chi vi è dietro di lui e senza accordi con lei, la saggia Cina, la vedo male per tutti. Il soggetto americano assomiglia sempre più' al nostro, l'originale e, speriamo che quello americano finisca, in tempo di Pasqua, anche lui come il nostro, disteso su un prato verde ad allattare un agnellino lavato con perlana. Speriamo Ferrara perché se andrà bene è da rivedere tutto. Anche la democrazia come l'avevamo creduta pensata ed interpretata.

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  • mauro

    15 Aprile 2017 - 09:09

    E' vero, caro Ferrara, Trump aveva detto tutte quelle cose, che, però, alle anime più o meno belle di là e di quà dell'Atlantico non stavano bene, (prendiamone una a caso, il riavvicinamento con la Russia) e anzi, le suddette anime belle minacciavano di defenestrarlo. E lui ha pensato di accontentarle. Può darsi che io mi sbagli, che il mio detestare il politcamente corretto, pilastro della decadenza dell'Occidente, produca dei whishful thinkings, ma l'invio di una forza navale (il cui nome, armada, andrebbe evitato per scaramanzia) contro il matto coreano, potrebbe essere una finta risposta che lui agita davanti alle anime belle, imbrigliate nel loro spirito antidittature senza se e ma, per terrorizzarle e punirle. E' solo un'ipotesi, certo, ma in tal caso dove sarebbe l'evanescenza?

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    • lupimor@gmail.com

      lupimor

      15 Aprile 2017 - 17:05

      Condivido. Tutte le dittature, anche quelle culturali, in nome della democrazia, vanno combattute, ok? Ma quella del Politically correct, Treccani: "Secondo tale orientamento, le opinioni che si esprimono devono apparire esenti, nella forma linguistica e nella sostanza, da pregiudizi razziali, etnici, religiosi, di genere, di età, di orientamento sessuale o relativi a disabilità fisiche o psichiche della persona.", che viene artatamente usata come unità di misura per la valutazione e il giudizio di atti "politici", è tirannia culturale. Gli atti politici non possono non seguire la via di Nicolò: "Li stati non si governano coi paternostri". Ovvio non ci possa essere la certezza che gli "antipaternostri" siano la scelta ottimale. Ma questo vale anche per i "paternostri" Vedi Barak Obama. Trump? Nessuna opinione su lui e la sua politica potrà mai liberarsi dai feroci pregiudizi che lo hanno bollato, prima e dopo la sua elezione. Insopportabile, inconcepibile per le vestali del PolCor.

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    • lupimor@gmail.com

      lupimor

      15 Aprile 2017 - 14:02

      Tutte le dittature, anche quelle culturali, in nome della democrazia, vanno combattute, ok? Ma quella del Politically correct, Treccani: "Secondo tale orientamento, le opinioni che si esprimono devono apparire esenti, nella forma linguistica e nella sostanza, da pregiudizi razziali, etnici, religiosi, di genere, di età, di orientamento sessuale o relativi a disabilità fisiche o psichiche della persona." viene artatamente usata come unità di misura per la valutazione e il giudizio di atti "politici", è tirannia culturale. Gli atti politici non possono non seguire la via di Nicolò: "Li stati non si governano coi paternostri". Ovvio non ci possa essere la certezza che gli "antipaternostri" siano la scelta ottimale. Ma questo vale anche per i "paternostri" Vedi Barak Obama. Trump? Nessuna opinione su lui e la sua politica potrà mai liberarsi dai feroci pregiudizi che lo hanno bollato, prima e dopo la sua elezione. Insopportabile, inconcepibile per le arcigne vestali del PolCor.

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