È stato Assad

I negazionisti dicono: “Al rais siriano non conveniva la strage chimica”. Ecco perché sbagliano

È stato Assad

Foto Yaghobzadeh Alfred/ABACA

Roma. Come dopo ogni massacro da parte del governo del presidente siriano Bashar el Assad, anche ieri il bisogno profondo di credere che Assad non può commettere crimini di guerra ha dato la stura a giustificazioni forzate (se pensi che gli islamisti abbiano il monopolio della cattiveria, allora Assad non può essere cattivo, giusto no? No). Molti hanno ripreso la versione fatta circolare dal ministero della Difesa russo – già preso in fallo in molte occasioni – che dice che gli aerei siriani hanno colpito un deposito di armi chimiche dei ribelli e da lì si è originato il disastro. Ora, a parte che il ministero russo sbaglia l’ora dei raid aerei e dice “dopo le undici e mezza di mattina ora locale” quando invece la strage è cominciata prima delle sette di mattina – un caso di bomba retroattiva? – la versione russa per difendere Assad non regge: il sarin è un’arma chimica cosiddetta binaria, vale a dire che siccome è molto instabile, corrosiva e pericolosa non viene tenuta in magazzino già pronta all’uso, ma viene creata poco prima di un ipotetico attacco a partire da alcuni ingredienti base chiamati precursori. Sostenere che il bombardamento ha sprigionato il sarin è come dire che dopo il bombardamento di un supermercato il risultato è stato un piatto fumante di spaghetti al pomodoro (gli assadisti sono così: predicano cinico realismo, ma poi credono ai comunicati ministeriali fantasiosi).

 

L’argomento negazionista più insistente è questo: cui prodest? Perché Assad doveva procedere a una rappresaglia chimica proprio nel momento in cui l’Amministrazione americana e la Russia erano allineate sulla stessa posizione e non lo vogliono rimuovere da Damasco? La risposta è proprio per questo. Continuiamo a ragionare secondo categorie puramente occidentali, come per esempio “io non mi esporrei a una situazione diplomatica imbarazzante davanti alla comunità internazionale”, ma la premessa del ragionamento è sbagliata. Il presidente siriano sa che la comunità internazionale non farà nulla, se non dichiarazioni di sdegno – per non più di un paio di settimane. Sa anche che il Consiglio di sicurezza dell’Onu è bloccato e non agirà. O almeno: sapeva bene tutto questo fino a ieri, perché non aveva tenuto in considerazione l’imprevedibilità del presidente americano, Donald Trump, che in conferenza stampa dalla Casa Bianca ha detto che dopo la strage ha cambiato idea su Assad e sulla Siria dopo aver segnalato per mesi, fin dalla campagna elettorale, che non intendeva minacciare Damasco. Continuiamo tuttavia a metterci nei panni di Assad fino al tardo pomeriggio di ieri. Intanto ha galvanizzato la sua base di sostegno – sì, entusiasmato, anche se da qui pare difficile immaginarlo – che si chiedeva quanto il capo fosse ancora efficiente (è la stessa base che non inorridisce anzi è esaltata da ogni colpo inferto ai “ratti di al Nusra”, come sono chiamati tutti gli oppositori in blocco, inclusi i civili). Da quando “non conviene” colpire i tuoi nemici a costo praticamente zero e creare il panico nelle zone del paese fuori dal tuo controllo? Per sovrappiù, ha punito una cittadina che è vicina al fronte dove nelle settimane scorse i gruppi armati sono stati molto attivi – hanno provato ad attaccare la città di Hama. In passato il governo di Damasco ha dato ordini più distruttivi, per esempio di lanciare i missili balistici Scud contro quartieri di Aleppo (nessuno contesta questo fatto), perché il bombardamento di martedì dovrebbe portare a un esito diverso? Gli svantaggi sono effimeri, i vantaggi saranno duraturi. Con questa operazione Assad ha sigillato il suo trionfo diplomatico di impunità e resistenza sul lungo termine in faccia all’occidente.

 

Gli israeliani, che gli sono vicini di casa e monitorano la situazione in Siria con attenzione, dicono che la rappresaglia con armi chimiche è stata una dimostrazione di forza, appena la situazione lo ha consentito. Sanno, perché non hanno il lusso di fraintendere la realtà mediorientale, che il rais è il rappresentante di una dinastia baathista che controlla il paese dal 1971 – da una posizione assolutamente minoritaria. Assad vive di conferme del proprio potere, ma se non ci fossero russi e iraniani quel poco che resta del suo esercito non riuscirebbe nemmeno a tenere la piccola Palmira. Essere pericolosi paga, altro che “non gli conveniva”.

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    06 Aprile 2017 - 14:02

    Grazie a Daniele, almeno noi che leggiamo il Foglio capiamo quel che succede. Secondo me l'unico vero alleato di Assad è l'IRAN (che di lui fa e farà ciò che più conviene.) La Russia si sta svincolando e cambiando gioco (unico paese ad aver preso sul serio gli americani che si sono eletti Trump). Anche per questo Pietroburgo è stata attaccata. Il ministro della difesa russo che sul sarin dice fesserie, andrebbe capito: le sue sono "fesserie" dette apposta in quanto fesserie (messaggio: non penso quello che dico!) Infine, se è vero che noi pensiamo troppo "all'Occidentale", anche più vero che Assad (e mica solo lui) ha un problema: pensa sempre di sapere come pensano gli occidentali, ed è convinto di essere più sagace. Sbaglia, e se ne accorgerá prima di quanto pensiamo. Sarebbe ora che la free press tornasse a essere free, e rispettasse il ruolo globale che l'ISTITUZIONE della Presidenza degli Stati Uniti d'America rappresenta.

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  • marcello.sciarretta

    06 Aprile 2017 - 10:10

    . Che ti improvvisa quel matto di Assad ? Non gli piace più che coloro che una volta ne esigevano l'allontanamento prima dell'inizio delle trattative di pace, avessero cambiato opinione assicurandogli il potere fino allo svolgimento di libere elezioni sotto il controllo delle N.U. Non gradisce il fatto che Putin gli abbia assicurato il potere offrendogli in dono Aleppo e la prospettiva di una Siria riconquistata.. Allora che ti fa quel matto ? Ordina ad un pilota di gettare del gas nervino non su una roccaforte dei ribelli, ma su un villaggio pieno di donne e di bambini..A quale scopo se non a quello di farsi ri-odiare da tutto il mondo democratico e assennato , di far cambiare idea a Trump, che lo avrebbe, dopo tutto tollerato, visti gli ottimi e tradizionali rapporti tra la Casa Bianca e i tiranni miliardari del Medio Oriente ?

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    • carlo schieppati

      06 Aprile 2017 - 11:11

      Hai ragione. Belle domande. Ma noi non possiamo capire...

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  • Giovanni

    06 Aprile 2017 - 10:10

    Veramente la realtà ci dice che da subito vi è stata la sicurezza granitica e indiscutibile che il colpevole sia stato Assad. Per primi i francesi di Holland, poi tutti i paesi europei , l'ONU e i giornali a valanga. Ma io qualche dubbietto ce l'ho, sia perche questa immediata presa di posizione universale sin da pochi minuti dopo che il fatto era avvenuto mi puzza un po' sia perchè alcune considerazioni per onestà andrebbero fatte. Tutti sappiamo che esplosivi a base di cloro sono in possesso di tutti gli attori della tragedia siriana. Ce li ha Assad quasi sicuramente ma ce li hanno altrettanto sicuramente i nemici di Assad come è stato più volte provato dai fatti. Gli esplosivi al cloro sono facili da confezionare e da nabipolare. Quindi seppur letali non sono difficili da procurarsi. Un generale di Assad ha avanzato l'ipotesi che sia stato da loro bombardato senza saperlo un edificio che conteneva tale esplosivo. Sarebbe dunque meglio che venisse fatta una indagine più accurata.

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  • carlo schieppati

    06 Aprile 2017 - 07:07

    Aspetto ulteriori dettagli. In passato, proprio sulla questione di Aleppo, ho constatato che la realtà era ben diversa da quella descritta dalla stampa occidentale. Intanto "continuiamo a ragionare secondo categorie puramente occidentali". Ecco, sì: come quelle che ci hanno condotto ad "esportare la democrazia", al prezzo di centinaia di migliaia di vittime e la scomparsa dei cristiani da tutto il Vicino Oriente. In tutto questo io non sottovaluterei il fatto che gli israeliani sono "vicini di casa".

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