L'America mette al bando la Vespa?

Donald Trump starebbe valutando di alzare i dazi al 100 per cento su 90 prodotti europei, tra cui i motorini della Piaggio e l'acqua minerale San Pellegrino. Gentiloni: "I dazi non possono mettere un freno alla qualità" 

L'America mette al bando la Vespa?

Donald Trump (foto LaPresse)

Dagli scooter Vespa all'acqua minerale San Pellegrino e Perrier al formaggio Roquefort. Sono circa 90 i prodotti europei nella black list americana, su cui il Dipartimento del Commercio americano starebbe valutando di imporre dazi pari al 100 per cento del valore dei prodotti, raddoppiandone in questo modo il prezzo di vendita. La notizia è stata riportata questa mattina dal Wall Street Journal, secondo cui all'origine della decisione ci sarebbe una vecchia questione sull'importazione di carne americana in Europa.

 

Il caso dell'importazione delle carni americane risale al 1996, quando gli Usa sollevarono la questione. L'accusa all'Europa era di non accettare la carne di manzo per via dei presunti ormoni con cui venivano alimentati gli animali americani, vietati da Bruxelles. Persino l'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) si è pronunciata a favore degli Usa nel 2008, portando l'Europa a scendere a compromessi con Washington l'anno successivo. Dal 2009 è infatti in vigore un piano che consente l'importazione della carne americana, purché non trattata con ormoni. Tuttavia, secondo i produttori americani, i mercati europei non avrebbero mai dato sufficiente seguito all’accordo perché la quota di importazione prevista non è riservata solo all'America ma si divide con altri paesi terzi, spiega il Sole 24 Ore.

 

A farne le spese sarebbero oggi circa 90 prodotti europei, al vaglio del Dipartimento del Commercio americano. È vero che Trump ha spiegato fin dalla sua campagna elettorale di voler imprimere una svolta protezionista sull’economica americana, ma il provvedimento arriva un po' a sorpresa perché finora il presidente aveva parlato solo di un inasprimento nelle relazioni economiche con la Cina e con il Messico, senza menzionare l’Europa.

 

Intanto, tra i primi effetti delle indiscrezioni, il gruppo Piaggio questa mattina ha perso quota in Borsa (-3,37 per cento). Il gruppo ha però fatto sapere che il mercato americano copre meno del 5% del suo fatturato e di questa cifra la quota dei veicoli esportati sotto i 500 cc è ancora inferiore. 

 

Contro eventuali misure protezioniste ha detto la sua Facebook Italia, con il country manager Luca Colombo che ha dichiarato: "Il protezionismo per noi è un mezzo disastro, sta nella missione di Facebook rendere il mondo aperto e connesso, per tanti attori di questo settore e tante piattaforme digitali è un controsenso". 

  

Nel dibattito è intervenuto anche il premier Paolo Gentiloni, che parlando allo stabilimento Fincantieri di Monfalcone in occasione della cerimonia di consegna della nave Majestic Princess a Princess Cruises, brand del gruppo Carnival ha detto: "Abbiamo le carte in regola per competere" nel mercato globale "senza essere particolarmente aggressivi verso nessuno". Un paese come l'Italia, ha continuato, deve essere "affezionato all'idea che la qualità non ha frontiere e che dazi, protezionismi e chiusure non possono essere barriere in grado di mettere un freno alla qualità".

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    30 Marzo 2017 - 21:09

    Il dazio sulla Vespa potrebbe favorire, ma non più che tanto, la pletora dei concorrenti asiatici. Chissà, potrebbe pure far parte del feeling con la Cina. La FIOM ha già pronta la controffensiva: una massiccia ondata di scioperi con l'immagine di Trump bruciata in piazza. A quel punto The Donald farà marcia indietro. Siamo forti, noi. Perlomeno a chiacchiere.

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    30 Marzo 2017 - 20:08

    Cara Redazione spiegatela meglio: 1) Già ai tempi di Obama il WTO diramò la diatriba fra Europa e States sull'importazione di carne dagli Stati Uniti per compensare questi ultimi dal divieto di esportare in Europa carne con ormoni (alla verifica della nocività della carne,l'Europa non portò prove scentifiche che avvalorassero le sue riserve; 2) sempre il WTO, decise che per compensare la perdita da parte degli States la COMMISSIONE EUROPEA doveva (ma va?) importare 45000 tons di carne senza ormoni da distribuire all'interno degli stati europei, la Commissione nulla ha fatto se non far importare carne (le 45000 tons americane) da Brasile e Argentina e praticamente nulla dagli States; 3) per quanto ai punti di cui sopra Trump ha ipotizzato i dazi di cui si parla. Conclusione: a)la Commissione Europea non ha ottemperato agli obblighi pattuiti, ovvero figura da peracottari 45000/8000000=0.0056% di tutta l'importazione di carne in E.U. ; b)l'Impostore-Buzzurro e Cafone ha ragione e non EU

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  • bstucc

    30 Marzo 2017 - 16:04

    Qualche riscontro ufficiale? Per ora solo fiato d'oca, come si dice dalle mia parti.

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  • Giovanni

    30 Marzo 2017 - 12:12

    Se veramente dovesse farlo sarà necessario rispondere alzando i dazi dei prodotti americani. Tuttavia ci sono i regolamenti WTO che dovrebbero impedire decisioni così avventate.

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    • bstucc

      30 Marzo 2017 - 16:04

      Infatti è proprio al rispetto delle regole del WTO che gli USA si appoggiano. Accordo del 2015, Obama, imperante.

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      • Alessandra

        30 Marzo 2017 - 20:08

        Ah beh , se l'ha fatto Obama: viva i dazi !

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