Il masochismo protezionista

Vespa e non solo. Le restrizioni trumpiane sono la Caporetto dei sovranisti

Il masochismo protezionista

Raduno Vespa (foto via Wikimedia Commons)

Sono stati forse un po’ esagerati i resoconti di stampa, pubblicati per primo dal WSJ, sulla possibilità che l’Amministrazione Trump sia incline a considerare l’imposizione di dazi all’importazione per prodotti europei come le moto svedesi Husqvarna, la Vespa dell’italiana Piaggio, o l’acqua Sanpellegrino, marchio della multinazionale svizzera Nestlé dal 1999. Montano le accuse di protezionismo all’indirizzo di Donald Trump, indubbiamente campione del protezionismo mondiale, tuttavia Washington, in questo caso, pur eclatante, persegue la stessa politica di rappresaglia adottata in parte anche da Barack Obama verso l’Unione europea, che da sempre vieta l’importazione di carne americana prodotta con bestiame che ha assunto ormoni. A fine anni Novanta l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) ha detto che la messa al bando della bistecca da parte dell’Europa viola gli obblighi internazionali sulla circolazione delle merci e la vecchia disputa s’inserisce dunque nel solco di un atteggiamento ostile dell’Unione europea al quale gli Stati Uniti hanno scelto di rispondere da tempo. Trump, naturalmente, ha alzato il livello dello scontro ma gli effetti perversi del protezionismo dovrebbero far riflettere soprattutto i protezionisti italiani. Assecondare una vocazione ostile al commercio come vorrebbero fare in Italia i partiti sovranisti, Lega e 5 Stelle, espone un’economia vocata all’export come quella italiana al rischio di vedere restringersi i mercati di sbocco. In fin dei conti protezionismo fa rima con masochismo e il masochismo nell’èra Trump è destinato a moltiplicarsi.

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    31 Marzo 2017 - 11:11

    Qui si apprende che il M5S da movimento opportunista è diventato sovranista (tutto naturalmente per accostarlo alla Lega). Mah.

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  • albertoxmura

    30 Marzo 2017 - 23:11

    A me risulta che gli Stati Uniti producano carne senza ormoni solamente per ottemperare al divieto europeo d'importare carne senza ormoni. Purtroppo non riescono a vendere questa carne perché l'UE concede il dazio zero (che era stato promesso per compensare il divieto d'importare carne con gli ormoni) anche ad altri paesi concorrenti, come l'Argentina e la Nuova Zelanda e, soprattutto perché le importazioni, per via delle decisioni della Commissione europea, non possono superare una determinata quantità, peraltro assai modesta. L'Europa tipicamente attua politiche altamente protezionistica trincerandosi ipocritamente dietro motivazioni salutistiche, che in questo caso non sussistono. E non sussistono non tanto perché non sia provato che gli ormoni sono dannosi (cosa peraltro vera), ma perché c'è un limite protezionistico molto stretto all'importazione di carne senza ormoni a dazio zero.

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  • fabriziocelliforli

    30 Marzo 2017 - 21:09

    Premessa importante: non sono abbonato e mi sono basato sul titolo. Pertanto se mi si dice: come ti peMMetti? mi sta bene. Seconda premessa: non avrei mai e poi mai voluto vdermi costretto a dire: certa gente non vale dispendii peicofisico-organizzativi per imbastire contro di essa un'opposizione perché tende a dimenticarsi di quanto detto precedentemente e pertanto tende a cadere in contraddizione con sè stesso (da intendersi anche: ad auto-incravattarsi) oppure a farsi lo sgambetto da sola. I self-made men fannno, appunto, tutto da soli. Taoismo docet: aspettiamo sul fiume ecc..

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