In Bulgaria il partito europeista ha sconfitto i socialisti filo-russi e i nazionalisti

Il GERB dell'ex premier Borisov vince, anche se di poco. Indietro i populisti dei Patrioti Uniti

In Bulgaria il partito europeista ha sconfitto i socialisti filo-russi

Boiko Borisov

In Bulgaria il partito “Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria” (l'acronimo bulgaro è GERB) ha vinto le elezioni parlamentari sconfiggendo il Partito socialista, considerato vicino alla Russia di Vladimir Putin, e l'alleanza dei Patrioti Uniti che raccoglie i tre principali movimenti nazionalisti ed euroscettici.

  

Il GERB è un partito conservatore ed europeista guidato dall'ex premier Boiko Borisov e ha ottenuto il 32,63% mentre il partito Socialista  di Kornelia Ninova si è fermato al 27,10%. Al terzo posto con il 9,08%, l'alleanza nazionalista dei Patrioti Uniti, seguita dal Movimento per i Diritti e le Libertà, il partito della minoranza turca, all'8,98%. Con il 4,16% è invece riuscito a entrare in Parlamento anche il nuovo partito Volya dell'imprenditore Veselin Mareshki.

 

A questo punto però, per governare, Borisov avrà bisogno del sostegno di almeno due altri partiti. Il GERB in campagna aveva annunciato di voler puntare a migliorare i rapporti con Mosca e quindi potrebbe anche cercare di stringere un'alleanza con i Socialisti (che però alla vigilia del voto aveva respinto questa ipotesi). In caso contrario dovrà invece cercare il sostegno dei Patrioti Uniti o delle forze che rappresentano la minoranza turca.

 

Nonostante la sconfitta, il Partito socialista è rimasto in corsa fino all'ultimo contro i rivali conservatori ed è riuscito a spostare il dibattito politico della campagna elettorale sulle relazioni tra la Bulgaria e la Russia. In particolare, il partito di Ninova si è detto favorevole alla cancellazione delle sanzioni europee nei confronti di Mosca e alla costruzione di un gasdotto che aumenterebbe la dipendenza europea dal gas russo. Una eventuale vittoria dei socialisti avrebbe rappresentato un problema grave per l'Unione europea, data anche la vicinanza della Bulgaria a paesi cruciali come la Turchia. E dal 1° gennaio del 2018 Sofia assumerà la presidenza di turno dell'Ue.  

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