Lì a Westminster c’è una ferita che non sappiamo curare

Tra strumentalizzazioni e “new normal” manca il tassello di una strategia che sia difesa e attacco

Lì a Westminster c’è una ferita che non sappiamo curare

L'auto usata dall'attentatore di Westminster (foto LaPresse)

Quelli che non permetteremo ai terroristi di cambiare le nostre vite, di qui; quelli che siamo addolorati ma non sorpresi, di là. In mezzo a queste due reazioni si muove da tempo il cordoglio di fronte a un attentato terroristico dentro ai confini della nostra vulnerabile Europa. Nessuno vuole cedere, è ovvio, vinceremo noi e non loro, ma ogni volta ci sentiamo meno forti – o forse anzi, cosa tremenda, quasi assuefatti. È il new normal, gli islamisti ce lo ripetono ogni giorno che verranno a terrorizzarci nelle nostre case, nei nostri bar, nei nostri ristoranti, nelle nostre movide, nei nostri parlamenti, di cui siamo così orgogliosi perché sono il nostro successo più grande – ed era orrenda ieri la galleria di immagini della Westminster ferita pubblicata da quell’obbrobrio di sito populista che si chiama Westminster. Poi l’attentato accade e cerchiamo di contenere i danni – e ieri gli inglesi sono stati bravissimi, rapidi, efficaci, poco allarmisti: educarsi alla difesa si può – ma con la rassegnazione di chi sa che succederà ancora. I movimenti anti immigrazione s’addolorano ma ribadiscono: “Non sono sorpreso”, ha detto Nigel Farage, mentre qualche giorno fa, al dibattito tv per le elezioni francesi, la frontista Marine Le Pen ha ripetuto che assieme agli immigrati arrivano i terroristi.

 

Ci attaccano perché siamo liberi o ce la siamo cercata perché non ci proteggiamo abbastanza da una minaccia esistenziale? Ci si divide su questo interrogativo, mentre si cerca di capire se l’intelligence s’è sbagliata un’altra volta o dove sia stato l’errore, provando a intercettare nei tecnicismi un modo per salvarci. Vorremmo poter dire “mai più” e mantenere, almeno una volta, la promessa. Ma questo desiderio implica una strategia, una visione, una determinazione anche, impopolare e poco calcolata, e di leader disposti a perdere il consenso per combattere non ce ne sono in giro molti. Anzi, ci chiudiamo sempre di più – la Brexit è la sintesi tragica di questo impulso: per chiuderci rinunciamo anche ai vantaggi economici di un mercato comune –, noi qui dentro e voi là fuori, come se l’impermeabilità dei confini, il ritorno a un’autarchia ideologica potessero davvero tenere lontano chi non sarà sazio finché non ci avrà piegati. Servirebbe semmai il contrario, unirsi volenterosi assieme per imparare a difenderci sì, con i controlli e con le misure di sicurezza, ma anche ad attaccare, ché è lì che i terroristi sguazzano, nella nostra disunione imbambolata. 

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  • adebenedetti

    23 Marzo 2017 - 19:07

    Se non sbaglio in Inghilterra ci sono ben 83 tribunali che applicano la Sharia. Praticamente ci sono tribunali inglesi e tribunali islamici. I risultati si vedono. Le concessioni non fermano i terroristi.

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  • adebenedetti

    23 Marzo 2017 - 19:07

    Se non sbaglio in Inghilterra ci sono ben 83 tribunali che applicano la Sharia. Praticamente ci sono tribunali inglesi e tribunali islamici. I risultati si vedono. Le concessioni non fermano i terroristi.

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  • luigi.desa

    23 Marzo 2017 - 13:01

    Peduzzi vola troppo alto.Alessandra fa una analisi romantica e allegra ,ma i migranti non c'entrano ,i terroristi negli ultimi anni sono tutti stanziali cittadini d'Europa. l'intelligence per i lupi solitari è impotente anzi inutile. C'è da sorridere, verde. Mattarella da poco eletto dopo la strage al Museo del Bardo in Tunisia ( morti anche 4 italiani ) gonfiò il petto e annunciò " Non ci faremo intimidire". vero . gli europei non si sono fatti intimidire sono abituati ( è la natura umana) alle stragi e alle morti massa . varie centinaia di milioni di morti negli ultimi 20 secoli. ricordo che ai tempi belli del terrorismo palestinese ( puro caso se mussulmano ) gli europei ridevano e accusavano , tutta colpa di Israele. Craxi era amicone di Arafat ,l'uomo bifronte ,premio Nobel per la pace e uno dei terroristi più spietati nella storia del terrorismo e una Italia vile che trescava nobilmente in medio-oriente come tutti i paesi avanzati e civili .

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    • Alessandra

      23 Marzo 2017 - 14:02

      i migranti sono i genitori di chi ci uccide

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  • nico.machi

    23 Marzo 2017 - 10:10

    La colpa è di coloro (nostri governanti sia nazionali sia europei) il cui disegno è quello di far insorgere l'odio razziale e le guerre di religione. Per di più dissennatamente continuano a favorire e a imporre con forza, sotto il preteso della pietà e degli aiuti umanitari, ulteriori flussi di immigrazione, guardacaso, proprio di questo tipo. In realtà questa imposizione, chiaramente a scapito delle popolazioni europee, non ha altro scopo che quello di favorire l'odio razziale, che, infatti, sta nascendo dovunque in Europa, perchè ogni cittadino ormai si sente pesantemente prevaricato. Lo sbocco sarà un immane conflitto armato che noi stessi chiederemo a gran voce per esasperazione. I risultato: una diminuzione consistente dei sette miliardi di esseri umani presenti sulla terra e in particolare lo spopolamento dell'Europa e la cancellazione della sua civiltà millenaria. Che questo non è catastrofismo lo verificherete tra non molti anni.

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