L'Fbi indaga sulle intrusioni della Russia nelle elezioni Usa

Il direttore James Comey in un'audizione al Congresso conferma l'avvio dell'indagine. E aggiunge: "Non ci sono prove che le interferenze abbiano alterato i risultati elettorali"

L'Fbi indaga sulle intrusioni della Russia nelle elezioni Usa

Il direttore dell'Fbi, James Comey

L’Fbi ha confermato di aver avviato un’indagine ufficiale sulle presunte interferenze russe nelle elezioni presidenziali del 2016. Lo ha fatto tramite James Comey, direttore dell’Fbi, che per la prima volta ha pubblicamente commentato la faccenda, per mesi vociferata dalla stampa senza essere mai ufficializzata. Fino a oggi.

“Sono stato autorizzato dal Dipartimento di Giustizia a confermare che l’Fbi, come parte della nostra missione di counter–intelligence, sta investigando sull’eventualità che il governo russo abbia interferito nelle elezioni presidenziali del 2016” ha detto Comey nel corso di una audizione al Congresso sul cosiddetto "Russiagate", lo scandalo riguardante le presunte intrusioni russe nelle elezioni americane che hanno portato Donald Trump alla Casa Bianca.

 

Le indagini, quindi, riguardano anche i presunti collegamenti tra lo staff elettorale di Donald Trump e agenti del governo russo, “inclusa l’eventualità che siano stati commessi dei crimini”. Comey ha sottolineato come sia “estremamente frustrante” non poter dire “di chi stiamo indagando la condotta”, ricordando tuttavia la natura confidenziale delle indagini dell’Fbi.

“Semplicemente non possiamo permetterci di svolgere al meglio il nostro lavoro, se iniziamo a parlarne apertamente spiegando nel dettaglio cosa stiamo facendo” ha aggiunto poi Comey. Si noti che l’Fbi, di norma, non discute e men che meno conferma mai l’esistenza di una qualche specifica indagine in corso.

 

Anche Mike Rogers, direttore dell'Nsa, è stato sentito dalla Commissione Intelligence della Camera. Sia lui sia Comey hanno confermato che in ogni caso "non ci sono prove che le interferenze russe abbiano alterato i risultati elettorali negli "Swing States", gli stati risultati decisivi per l'elezione di Trump a novembre.

Il presidente della commissione intelligence, il repubblicano David Nunes, ha escluso che la Trump Tower sia stata sorvegliata e telefonicamente intercettata nel periodo elettorale, ripetendo tuttavia che "potrebbero esserci state altre forme di intercettazione ai danni del presidente Trump e dei suoi uomini".

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