Foto di soldatesse nude su Facebook, Marines sotto inchiesta

Le immagini condivise e accompagnate da commenti sessisti su un gruppo privato con oltre 30 mila iscritti. Le donne identificate con nome, grado e luogo in cui prestavano servizio

Foto di soldatesse nude su Facebook, Marines sotto inchiesta

Foto Expert Infantry via Flickr

Centinaia di foto, forse migliaia, condivise su Facebook e commentate in un gruppo privato con circa 30 mila iscritti. I Marine degli Stati Uniti si ritrovano al centro di uno scandalo che potrebbe avere enormi ripercussioni. Soprattutto in termini di immagine. A svelarlo è stato Thomas Brennan, un veterano che lavora per un'organizzazione giornalistica non profit che si chiama The War House. È stato lui a raccontare dell'esistenza di un gruppo Facebook chiamato Marines United dove venivano condivise foto di donne soldato, molte delle quali in servizio, nude e accompagnate da commenti osceni.

 

Il dipartimento della Difesa americano ha avviato un'inchiesta su centinaia di militari che sarebbero coinvolti nella vicenda. Le foto venivano condivise anche su Google Drive ma, dopo la denuncia, sia la pagina Facebook sia l'account Google sono stati chiusi. A rendere ancora più grave la vicenda è il fatto che le donne, in diversi casi, venivano individuate con il loro nome, il grado e il luogo dove prestano servizio. Il primo a condividere il link con le foto sarebbe stato, riferisce il Washington Post, un ex Marine che lavora per una società privata che gestisce appalti della Difesa, e che è stato rimosso dal suo incarico.

 

Alcune delle donne ritratte nelle foto, contattate, hanno detto che le immagini sono state rubate e che i loro account sono stati hackerati. Non è la prima volta che dei Marine finiscono nei guai per i loro commenti sessisti o per aver pubblicato scatti inappropriati sui social network. E non è nemmeno la prima volta che le donne militari si ritrovano, loro malgrado, oggetto di molestie. L'ufficio comunicazione del corpo dei Marine, in un documento di 10 pagine, riferisce che dal 2012 al 2015 le denunce di molestie sessuali, provate, sono state 110 (il dato più altro, 35, nel 2013).

 

In un comunicato ufficiale il comandante dei Marine, il generale Robert Neller, pur non commentando direttamente l'inchiesta, ha dichiarato che "prendere di mira in maniera inappropriata uno dei nostri marine, sia online sia in altro modo, è di cattivo gusto e mostra una mancanza di rispetto. Mi aspetto che i marines diano il meglio di se stessi come esseri umani, colleghi e militari".

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