Qual è la nuova arma che ha ucciso il numero due di al Qaida in Siria?

L'auto sulla quale viaggiava Abu Khayr al Masri è stata colpita da un missile lanciato da un drone con estrema precisione e nessun danno collaterale

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Uno dei leader più importanti di al Qaeda, Abu Khayr al Masri, è stato ucciso il 26 febbraio nella provincia di Idlib, nel nord della Siria, probabilmente nell’attacco di un drone statunitense. A dare per primi la notizia sono stati gli stessi jihadisti della neonata formazione Hayat Tahrir al Sham, un fronte qaidista siriano che attrae nella sua orbita molte più reclute di altri gruppi ribelli. Le immagini da Idlib mostrano un veicolo con un grande foro nel tetto, apparentemente provocato da un attacco mirato. La notizia è stata diffusa anche dal Pentagono, che non ha tuttavia confermato la morte di al Masri.



Secondo i servizi segreti americani, Abu Khayr (detto al Masri, l’egiziano), jihadista 59enne, è stato coinvolto in una serie di attacchi terroristici, tra cui quelli alle ambasciate americane in Kenya e Tanzania nel 1998, in cui morirono più di 200 persone, in gran parte civili. Al Masri era molto vicino a Osama Bin Laden (aveva sposato una delle sue figlie) ed era il fidato braccio destro di Ayman al Zawahiri. Washington lo considera il "responsabile per il coordinamento del lavoro di al Qaida con altre organizzazioni terroristiche". La morte di al Masri – ha detto l'esperto Hisham al Hashimi al quotidiano britannico Guardian – "è tanto importante quanto quella di Bin Laden", ucciso in un blitz delle forze speciali americane in Pakistan nel 2011. "Era il leader ideologico del gruppo in Iraq, Siria e Yemen e – sottolinea al Hashimi - il numero due dell'organizzazione a livello globale".

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Le immagini e i video dell'uccisione di al Masri diffusi su internet mostrano una berlina con il tetto distrutto ma il parabrezza intatto. Una dinamica che potrebbe far pensar all’impiego dei missili Brimstone, in uso all’aviazione britannica, già usati dalla Raf in Libia e Iraq. Questi ordigni di precisione aria-terra realizzati dall’azienda europea MBDA sono progettati per trafiggere le blindature di carri armati e mezzi corazzati e per ridurre al minimo i danni collaterali provocati dall’esplosione. Secondo l’ex primo ministro britannico David Cameron, i Brimston sono “cruciali nel tagliare la 'testa del serpente' (jihadista, ndr) a Raqqa”.

 

I missili Brimstone hanno un raggio di 11 chilometri e sono armati con una testata esplosiva di bassa potenza. Possono colpire obiettivi in movimento fino a 110 chilometri all'ora. Ma poiché ogni arma di questo modello costa più di 250.000 dollari, la “Royal Air Force non può usare un Brimstone per ogni terrorista in una Toyota”, scrive David Hambling su Popular Mechanics. “Non c'è dubbio che sia un'arma utile per attaccare bersagli di precisione – continua – e rimane il dubbio sul perché gli Stati Uniti non ne abbiano una loro versione”. Se la notizia dell’uccisione di al Masri da parte di un drone americano fosse confermata, sarebbe la prova che anche gli Stati Uniti hanno ora nel proprio arsenale qualcosa di simile ai Brimstone europei.

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Un'ipotesi è lo sviluppo di piccole bombe tele guidate come la Pyros prodotta da Raytheon e la Shadow Hawk di Lockheed, o l'ancora più piccola 8-lb Hatchet della ATK che consentono di essere montate su velivoli leggeri pilotati a distanza, come l'RQ-7 Shadow.

La vicenda della presunta morte di al Masri evidenzia un’altra dinamica interessante. Come nota il Washington Post, “la più grande roccaforte dei ribelli sopravvissuta nel nord della Siria sta cadendo sotto il controllo di estremisti collegati ad al Qaida, in mezzo a una ondata di lotte intestine che rischia di schiacciare ciò che resta della ribellione moderata”. L’intervento militare statunitense mira a colpire in modo chirurgico i leader dei gruppi islamisti radicali e cerca di attutire le perdite tra i civili, in modo da non mostrare il fianco alla retorica jihadista che vede nell’intervento dell’occidente una “crociata degli infedeli”.

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