Difesa comune e commercio. Così l’Ue riempie il vuoto trumpiano

A Strasburgo l’Europarlamento ha votato la ratifica del Ceta che dovrebbe aprire la strada a una serie di altri patti commerciali per rendere l’Ue il nuovo motore della globalizzazione

Difesa comune e commercio. Così l’Ue riempie il vuoto trumpiano

Foto LaPresse

Strasburgo. A quasi un mese dall’inaugurazione di Donald Trump, l’Unione europea e i suoi stati membri devono prendere le prime scelte concrete per sopravvivere in un mondo senza gli Stati Uniti e tentare di preservare l’ordine liberale occidentale dal trumpismo economico e militare. Oggi a Strasburgo l’Europarlamento ha votato la ratifica del Ceta, l’accordo di libero scambio tra Ue e Canada, che dovrebbe aprire la strada a una serie di altri patti commerciali per rendere l’Ue il nuovo motore della globalizzazione. Ma la spaccatura dei socialisti europei sul via libera al Ceta mette in dubbio la capacità dell’Ue di concludere accordi con altri partner come il Messico o l’Indonesia. Nel frattempo, durante una riunione dei ministri della Difesa della Nato a Bruxelles, il capo del Pentagono James Mattis dovrebbe ribadire la richiesta ai partner europei di spendere di più per la loro sicurezza. Ma la Germania sta rispondendo con una serie di accordi di cooperazione militare tra paesi europei, che sembrano nascondere un messaggio: Unione della difesa “first”, Alleanza atlantica “second”.

 

“Nelle mie due conversazioni telefoniche con il presidente americano”, ha spiegato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, Trump ha sottolineato “l’importanza di un burden sharing, di una condivisione degli oneri più equa, dicendo che quei paesi che spendono meno del 2 per cento del pil devono rispettare l’obiettivo. Sono d’accordo con lui”, ha aggiunto Stoltenberg. La ministra della difesa tedesca, Ursula von der Leyen, dovrebbe accogliere l’invito, ma in chiave tutta europea. La Germania sta chiudendo diversi accordi di cooperazione che implicano aumenti di spesa: una flotta congiunta con la Francia di aerei da trasporto Lockheed Martin C-130J; una flotta multinazionale europea guidata dall’Olanda di aerei da rifornimento Airbus A330 a cui dovrebbero partecipare anche Lussemburgo, Belgio e Norvegia; un patto di cooperazione con la Norvegia su acquisti di sottomarini e missili, manutenzione, logistica ed esercitazioni; delle dichiarazioni di intenti con Repubblica ceca e Romania per esercitazioni congiunte di forze di terra. Ma, secondo alcuni analisti, le divergenze strategiche tra europei impediranno di fare progressi reali sull’Unione della difesa.

 

Le intenzioni dell’Ue sul commercio sono state esplicitate dalla commissaria Cecilia Malmström. Con il ritiro degli Stati Uniti, “c’è una possibilità per l’Ue di riempire il vuoto sulla scena internazionale”, ha detto Malmstrom alcune settimane fa. Simbolicamente, il 1 febbraio la commissaria ha annunciato che Ue e Messico intendono accelerare le trattative con due round negoziali a inizio aprile e fine giugno. In America latina l’Ue sta negoziando con il Mercosur. In Asia è già stato concluso un accordo con la Corea del sud, Singapore e Vietnam, mentre nelle prossime settimane dovrebbe essere finalizzato il patto con il Giappone. L’Ue ha avviato trattative con Malesia, Indonesia, Filippine e Birmania. Il Ttip con gli Stati Uniti è congelato ma alcuni sperano in un rilancio tra qualche mese, spiegando a Trump che si tratta di un accordo bilaterale.

 

Le vicissitudini del Ceta dimostrano però che il protezionismo non è monopolio di Trump. L’accordo è stato firmato lo scorso ottobre dopo uno stallo con la Vallonia che potrebbe ripetersi con uno o più dei 38 parlamenti nazionali che devono ratificare il Ceta. Migliaia di persone sono attese oggi a Strasburgo per manifestare contro il patto con il Canada. La strana coalizione anticommercio, che vede alleati pezzi del centrosinistra di governo (come il Partito socialista francese), l’estrema sinistra (Verdi e Comunisti) e l’estrema destra populista e antieuropea (da Marine Le Pen ad Alternativa per la Germania) potrebbe minare l’ambizione dell’Ue di diventare il leader della globalizzazione.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    15 Febbraio 2017 - 12:12

    Il Ceta riguarda il Canada, paese con appena 35 milioni di abitanti (appena poco più della metà della popolazione italiana). sparsi su un territorio enorme ma difficile e inclemente e divisi in due etnie linguistiche (francofona e anglofona). Certamente è un paese benestante ma è un piccolo mercato. L'Europa ha bisogno invece di esportare in paesi dai grandi numeri mercantili. Sappiamo bene quali sono: Stati Uniti (320 milioni di abitanti in media alquanto benestanti), Cina (1 miliardo e 350 milioni di abitanti ma ancora con forti squilibri per quanto riguarda il reddito pro capite), L'India ( 1 miliardo e 100 milioni di abitanti ma con un tenore di vita, seppur in crescita, tuttavia ancora decisamente modesto) e in fine Brasile, Russia e Giappone. Il quadro che ne viene fuori è che il principale mercato ricco del mondo è costituito dagli USA che infatti sino ad ora sono stati il principale sbocco delle merci europee. Reputo dunque necessario accordarsi con l'amministrazione Trump.

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