Il parlamento di Tobruk dice che l'accordo sui migranti tra Libia e Italia "è nullo"

L’autorità di Serraj è limitata e la capacità di garantire il memorandum con l’Ue improbabile. Nuovo record di sbarchi di immigrati nel 2017

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Foto di Federica Mameli © / Sos Mediterranee

Il Parlamento di Tobruk ha bocciato, definendolo "nullo e non pervenuto", l'accordo sui migranti siglato tra l’Italia e il governo libico guidato da Fayez al-Sarraj, riconosciuto dalle Nazioni Unite ma detestato da Khalifa Haftar, l’uomo forte di Bengasi. L’autorità di Serraj è inoltre limitata alla sola Tripoli e la capacità di garantire l’accordo con l’Ue risulta improbabile.

 

Secondo il Parlamento di Tobruk infatti "non esiste alcun obbligo morale e materiale" di rispettare il memorandum, poiché il governo di accordo nazionale (Gna) non rappresenta la Libia. "Dossier come quello sull'immigrazione clandestina - si legge in una nota - sono tra le questioni cruciali" che devono essere decise "dal popolo libico attraverso l'intermediazione dei suoi deputati democraticamente eletti". Il Parlamento di Tobruk controlla la Cirenaica, la parte est della Libia, ed è stato eletto nel 2014. Può contare sul sostegno dei gruppi armati del suo ministro della Difesa, il generale Khalifa Haftar, alleato dichiarato della Russia. Il governo italiano ha deciso invece di scommettere su Fayez al Serraj, che esercita le funzioni di primo ministro anche se in modo informale, perché avrebbe bisogno del riconoscimento dell’altra metà del paese.

 

Solo giovedì scorso il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, in un incontro con al Serraj, aveva dichiarato che “è tempo di chiudere la rotta dalla Libia all'Italia”. L’obiettivo: scongiurare che i movimenti populisti e nazionalisti del continente speculino ancora sul tema dell'accoglienza e rilanciare l’integrazione europea a partire dalla difesa dei confini esterni. Un tema che è stato al centro anche del vertice europeo informale a La Valletta del 3 febbraio. I numeri riportati nelle bozze della dichiarazione di Malta che circolano a Bruxelles non hanno bisogno di spiegazioni: sulla rotta del Mediterraneo orientale – quella rotta cui gli accordi con la Turchia hanno stretto i rubinetti – gli arrivi negli ultimi quattro mesi del 2016 sono calati del 98 per cento rispetto allo stesso periodo un anno prima. "Tuttavia, sulla rotta del Mediterraneo centrale oltre 181mila arrivi sono stati rilevati nel 2016, mentre il numero delle persone morte o scomparse in mare ha toccato un nuovo record ogni anno, a partire dal 2013". Dall’inizio del 2017 sono approdate nel nostro paese 9.359 persone, ai quali occorre aggiungere alcune centinaia di persone soccorse in mare nelle scorse ore, non ancora conteggiate nei dati diffusi dal Viminale. Rispetto allo stesso periodo del 2016 i migranti sbarcati sono quasi raddoppiati.

 

L'accordo con la Libia è, allo stato, il modo di chiudere la principale via di arrivo di migranti irregolari nell'Ue e “un’opportunità per l’Italia”, come dichiarava il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, a margine del summit di La Valletta. “È molto importante che nell’intesa investa anche l’Unione europea, con le risorse aggiuntive di cui hanno parlato Juncker e Mogherini”. E se nella dichiarazione sull’immigrazione siglata dai due leader si leggeva che “l’Unione europea accoglie con favore lo sviluppo dell’accordo firmato tra Italia e Libia il 2 febbraio”, la posizione dei parlamentari di Tobruk promette un fragile futuro al progetto italo-libico.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    08 Febbraio 2017 - 17:05

    Come volevasi dimostrare l'Italia si fa paladina di esclusive con la Libia e poi tutto è soggetto a distingui vari, che vanificano in larga parte gli accordi. Non sarebbe ora di avere una politica estera efficiente per curare i nostri interessi?

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