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"L'Europa torni sovrana". L'appello di Macron per l'èra Trump

Il candidato alle presidenziali francesi dice che il nuovo corso degli Stati Uniti deve diventare un'opportunità per l'Ue. Ora o mai più

"L'Europa torni sovrana". L'appello di Macron per l'èra Trump

Emmanuel Macron in in campagna elettorale in Bretagna (foto LaPresse)

"Il primo ministro del Regno Unito, Theresa May, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, hanno ragione. Il mondo di ieri non esiste più. Oggi, tutti vogliono scegliere il proprio destino. La sovranità è diventata la grande questione dei nostri tempi. Il voto britannico per l’uscita dall’Unione europea, per esempio, dovrebbe servire da monito per coloro i quali prendono sul serio il progetto europeo. Non è stato solo un riflesso dell’euroscetticismo britannico, ma è anche servito a mostrare quanto profondamente disfunzionale e scialba sia diventata l’Ue". Inizia così un editoriale scritto dall’ex ministro dell’Economia francese, Emmanuel Macron, e pubblicato sul Financial Times. Macron, che è un candidato indipendente alla presidenza francese, espone al quotidiano finanziario la sua visione per il futuro dell’Europa, e quindi della Francia, in un mondo dominato da sentimenti nazionalistici crescenti.

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“Il consenso che ha reso possibile all’élite di governare l’Europa a proprio beneficio è finito. Dobbiamo quindi ricostruire le fondamenta istituzionali e democratiche e assicurarci che qualsiasi nuovo potere concesso all’Unione europea sia compreso e accettato dai suoi cittadini. Allo stesso tempo, dobbiamo difendere e rafforzare un’unione che permetta ai paesi europei di parlare con una sola voce sulla scena mondiale. I recenti commenti critici di Trump sull’Ue rafforzano l’urgenza di queste operazioni. Il presidente americano non ha fatto mistero della sua intenzione di perseguire un’agenda protezionista. Tuttavia, il protezionismo è un’illusione”.

 

Le parole di Macron giungono dopo la decisione di Trump di ritirare gli Stati Uniti dal Tpp e di rinegoziare il Nafta, e il contestuale primo via libera del Parlamento europeo al trattato Ceta tra Ue e Canada. L’ex ministro è sempre stato un difensore del libero scambio ed espone le ragioni della sua opposizione al protezionismo: “Non appena vengono messe in pratica misure protezioniste, il commercio ristagna, la crescita rallenta e i poveri – le ‘persone dimenticate’ a cui ha fatto appello Trump nel suo discorso inaugurale – soffrono più di tutti. I governi europei devono essere chiari: se gli Stati Uniti vogliono mettere in pratica politiche commerciali o fiscali unilaterali che minacciano le nostre aziende, i nostri posti di lavoro e i nostri introiti fiscali, allora risponderemo cambiando le nostre politiche commerciali e le nostre regole fiscali. Dobbiamo tenere in mente che in quel caso tutti ci rimetteremo. La sovranità vera, e non quella illusoria, significa aprire i nostri confini al commercio mentre viene punita l’evasione fiscale e le politiche regolatorie predatorie”.

 

L’Europa, argomenta Macron, si trova in una posizione precaria, visto che la sicurezza offerta dall’ombrello nucleare della Nato è stata messa in dubbio da Trump, che ha definito “obsoleta” l’Alleanza. “Nel mondo di ieri, la sicurezza europea era anche una questione americana. Trump ha messo in chiaro che intende ridurre la presenza statunitense all’estero. L’Europa dunque deve prendere una decisione in merito alla propria sicurezza comune. Deve affrontare la crisi dei rifugiati e una minaccia terroristica senza precedenti. Fino a ora l’idea di una Difesa europea comune era stata accolta con scetticismo. Nel 1954, quando fallì il progetto della Comunità europea di difesa, l’Europa aveva un nemico comune e, tramite la Nato, un formidabile alleato. Dopo la caduta del muro di Berlino quell’alleanza è rimasta in piedi nonostante il nemico sia scomparso. Oggi l’Europa è circondata da molteplici nemici e la sua alleanza difensiva è in bilico. Non possiamo fallire di nuovo”. L’invito di un candidato presidenziale francese alla creazione di un esercito europeo è in rottura con la storica reticenza di Parigi nel rinunciare alla propria indipendenza nel settore della Difesa. Tuttavia, Macron è convinto ci sia una sola soluzione per il futuro: “Dobbiamo creare un fondo per la Difesa europea, con un comando permanente che si occupi di pianificare e monitorare le minacce. Il caposaldo di questo accordo risiede in una relazione franco-tedesca abbastanza forte da assicurare che l’Europa possa agire con credibilità ed efficacia in medio oriente e in Africa. Dopo la Seconda Guerra mondiale l’Europa e gli Stati Uniti hanno lavorato assieme per ricostruire un continente in rovina, dando vita all’Ue. Hanno agito in questo modo per difendere le democrazie liberali contro il comunismo e il totalitarismo. Hanno agito così anche per combattere contro il terrorismo. Questa è un’eredità preziosa. Ma ora noi europei siamo da soli”.

 

L’unica speranza per mantenere la centralità europea nel ventunesimo secolo, conclude Macron, è la cooperazione tra gli stati membri. “Possiamo chiudere gli occhi e fare finta di vivere ancora nel mondo di ieri. Possiamo continuare a litigare, ipnotizzati dalla falsa illusione di sovranità. Oppure, possiamo decidere di agire insieme e dare forma al nostro destino. La sovranità non risiede in princìpi astratti. Il popolo francese non si emancipò dall’assolutismo monarchico nel 1789 dichiarando che ‘il principio di qualsiasi sovranità risiede principalmente nella nazione’. La vera emancipazione è giunta nel 1792, quando i cittadini di tutta la Francia presero le armi per difendere la rivoluzione dall’aggressione dei re stranieri. Un popolo diviene sovrano quando compie le proprie scelte. E’ tempo che l’Europa diventi sovrana”.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    25 Gennaio 2017 - 19:07

    Grande Macron. Questo è l'uomo che mancava. Lucido, presente alla realtà che ci troviamo a vivere, nessuna velleità personale. Un grande. Uno statista. Grazie di esistere e che Dio ce lo conservi facendolo entrare nelle anime e nei cuori degli europei. Parafrasando mi viene mente il discorso di Kennedy al suo insediamento presidenziale: non chiedetemi cosa l'Europa possa fare per voi ma quello che voi sarete capaci di fare per l'Europa. Mai quelle parole ci appartengono come in questo momento storico. Che copi la Germania in itinere.

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