Altro che peso leggero

I socialisti francesi scelgono Hamon alle primarie: sarà lui a sfidare Valls

L'ex ministro dell'Istruzione francese conquista l'elettorato di sinistra e costringe l'ex premier al secondo posto. Domenica prossima il ballottaggio. Ma un salto a sinistra del Ps potrebbe aiutare Macron, che ha lasciato il partito in tempo.

Benoît Hamon socialisti francesi

Benoît Hamon esce dal seggio dopo avere votato al primo turno delle primarie del Partito socialista francese (LaPresse)

A ogni voto una sorpresa, e questa è la volta di Benoît Hamon, ex ministro dell'Istruzione francese che nell'ultima fase delle primarie socialiste francese ha conquistato l'attenzione dell'elettorato di sinistra. Reddito di cittadinanza a 750 euro, 32 ore lavorate invece che 35, marjuana libera: questi sono gli slogan di Hamon, che è sempre stato considerato un peso leggero (dallo stesso presidente François Hollande) e che invece costringe Manuel Valls, ex premier, al secondo posto.

La star della sinistra radicale, Arnoud Montebourg, è terzo, lontanissimo, e la sua sconfitta un po' pesa sul suo destino di leader dei radicali à la Piketty. Con aria tranquilla, Montebourg si è presentato davanti ai giornalisti e ha detto di sostenere Hamon, l'unico in grado di riportare i socialisti all'Eliseo.

In realtà secondo gli analisti questo salto a sinistra con un leader però meno visibile non fa che aiutare chi dai socialisti è uscito per tempo: Emmanuel Macron, leader del movimento En Marche. I media europei – soprattutto inglesi – stanno prendendo sul serio l'azzardo dell'ex ministro dell'Economia, che viene rilanciato come l'ultimo europeista di Francia. Se Manuel Valls, che sta vivendo un momento molto difficile (secondo al primo turno, ma soprattutto scaricato dai pesi massimi del Ps, in un susseguirsi di tradimenti che spiega perfettamente lo stato dei socialisti oggi), non riesce a fermare Hamon, il candidato del Ps alle presidenziali risulterebbe sbilanciatissimo a sinistra.

Va bene per lo sbilanciato a destra François Fillon, sostiene il team di Hamon, a estremismo estremismo e mezzo. Ma nel conto mancano gli outsider: Macron, che guadagna il voto della sinistra e della destra moderata, come è esattamente il suo intento. E poi la solita Marine Le Pen, ispiratissima a Coblenza con gli altri partner europei, pronta a non farsi scappare l'occasione di entrare a far parte degli sconvolgimenti globali, dopo la Brexit, e dopo Trump.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    23 Gennaio 2017 - 02:02

    L Direttore - Capisco bene che gli argomenti e gli stimoli per mobilitare gli elettori di sinistra non possano essere altri: sociale e uguaglianza, ora provano ad aggiungere pure una spruzzata d'ambientalismo. Non è una critica, viene solo da pensare che se dopo quasi due secoli di tentativi e anche di presenze varie e corpose al potere, si è costretti a ricorrere sempre agli stessi, significa che per la sinistra, quasi due secoli sono passati invano. Poi, pragmaticamente: meno male per lei, che siano obiettivi impossibili, altrimenti ... "Tutto ciò che può accadere accadrà.", chiarisce la legge di Murphy, escludendo dal "può", l'impossibile. Capito perché la sinistra alla Benoît Hamon: "Reddito di cittadinanza a 750 euro, 32 ore lavorate invece che 35, a parità di salario, marijuana libera", alcune perle del suo programma, non rientra nel "può"? Come, valicando le Alpi, non ci rientra DI Maio presidente del consiglio?

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