Trump, Macron, Merkel. Il 2017 purtroppo sarà molto interessante

Un celebre proverbio dice che devi pregare Iddio perché non ti faccia vivere in tempi interessanti. Bisogna pregare molto, molto, molto. Ma, a parte questo, che facciamo?

Trump, Macron, Merkel. Il 2017 purtroppo sarà molto interessante

Il neopresidente Usa Donald Trump (Foto LaPresse)

Trump dice di voler sfasciare l’Europa e la Nato. Vuole reintrodurre il protezionismo doganale. I mercati aperti gli fanno schifo. Accordi tra nazioni, the art of the deal, molto meglio. Governi e stati al posto di società imprese finanza libera circolazione di tecnologia e merci e persone. Tutto questo in nome del suo personale intuito, lui è un genio, ne sa più dei generali, degli economisti, è il guru dei guru, conosce la TV, è una celebrità, ha vinto la lotteria della presidenza degli Stati Uniti per centomila voti in tre stati del nord-est, ma ora mette all’incasso nelle interviste e su Twitter una delle più straordinarie avventure politiche della storia mondiale, anticipata in altri termini e con altri contenuti nella piccola grande Italia di Silvio Berlusconi, venticinque anni fa. Porterà l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, una svolta storica da sogno o da incubo? Denuncerà l’accordo con l’Iran sul nucleare? Metterà fine alle sanzioni contro la Russia di Putin? Farà una guerra monetaria e commerciale con la Cina di Xi? Entrerà di nuovo in medio oriente al seguito dell’alleanza russo-siriana? Otterrà tra quattro mesi una Francia trumpista (Marine Le Pen)? I suoi già chiamano Bruxelles: chi è il prossimo a uscire dall’Unione?

  

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Tutto questo può essere vero, può essere falso. Trump è un formidabile chiacchierone, poi mette quelli di Wall Street a dirigere l’economia a Washington, e i capi della diplomazia e del Pentagono nelle audizioni in Senato, per essere confermati da una maggioranza, dicono praticamente il contrario. Vero o falso, comunque è un vaste programme, come diceva De Gaulle, un progetto che non è un progetto, ma è smisurato. Guardate Giulio Tremonti in Italia. L’uomo più ambizioso e snob e cinico e virtuale della politica italiana di questi anni. Entusiasta.

 

Un celebre proverbio dice che devi pregare Iddio perché non ti faccia vivere in tempi interessanti. Bisogna pregare molto, molto, molto. Ma, a parte questo, che facciamo? Salire su quel carro mi sembra non auspicabile e anche impossibile. Fermarlo non è così semplice. Siamo un paese piccolo in un’Europa grande, vecchia, scassata, esposta a ogni nuovo vento di dottrina e di prassi. Abbiamo in tasca una moneta competitiva che lenisce le conseguenze di un’economia sociale improduttiva. Se gli Stati Uniti, che a tratti sembrano great again, a tratti una colonia russificata, fanno scherzi dolorosi, con la lira abbiamo un futuro di miseria protezionista, un destino da impiegati. Difesa e lotta al jihadismo islamista diventano una cosina complicata senza la Nato e con i servizi delegittimati da un grande fratello amico di Assange. Le tariffe per l’auto elettrica o senza pilota, le vedo maluccio. Le tariffe e le frontiere contro la robotizzazione dell’economia mi sembrano mal messe.

 

In Francia furoreggia un super Renzi di nome Macron, potrebbe addirittura farcela dicono, per altri è solo una postura, non una leadership. Vedremo. Ma intanto bisogna scegliere. La Merkel, considerata da Trump come una sfruttatrice dell’Europa unita, una cui concedere ma fiducia a termine, potrebbe farcela ma non è certo. Sarà un anno interessante, purtroppo. In questo quadro la discussione su come ridiventare sinistra, o destra se è per questo, risulta noiosa. Forse è la cosa giusta, proprio per la noia rassicurante che ne promana. Ma le regole del giornalismo, della frittura delle parole e dei concetti, del web, della vita richiedono qualcosa di più. Un di più che sta risultando un troppo. Ora vediamo.

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    17 Gennaio 2017 - 10:10

    L'Occidente si è spaccato, rendendosi debole all'inverosimile, a causa di un tradimento nel suo seno: l'Europa. Quando governi e media (ignoranti entrambi, e immorali) hanno abbandonato, senza valido motivo, l'America in Iraq, dove si stava cercando di costruire la pace, contenendo Russia e circondando la piú aggressiva fascista e repressiva Repubblica Islamica del mondo: l'IRAN. Dopo quel tadimento, l'America è piombata in un senso di smarrimento, capitanato e glorificato da Obama che pezzo dopo pezzo ha scardinato duecento anni di storia Atlantica, Pacifica e Mediterranea. Mentre egli, concionando, collezionava Nobel, la CIA conduceva guerre per conto proprio, o di chi non si capisce, e lo Zar si infiltrava comodamente nel mare mediterraneo, facendo dei balcani un backyard, dopo che per decenni era stato il giardino del vicino Caro Elefantino, gli otto anni passati sono stati anni terribilmente interessanti. I prossimi richiedono giornalismo moralmente all'altezza, FOGLIO inglese!

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    • franco.bolsi

      18 Gennaio 2017 - 16:04

      Ben detto. Ciao.

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