Attacco a Gerusalemme, siamo tutti Israele

Un camion si lancia sulla folla e ammazza quattro persone. Dieci i feriti. Netanyahu: l'attentatore è un sostenitore dello Stato islamico

Attacco terroristico camion a Gerusalemme

L'attacco a Gerusalemme dell'8 gennaio 2017 (foto REUTERS/Ronen Zvulun)

Quattro persone sono morte e una decina è rimasta ferita in un attacco avvenuto domenica pomeriggio, quando un camion è piombato su un gruppo di persone sulla Armon Hanatziv promenade di Gerusalemme, a sud della città vecchia.  Secondo la ricostruzione della polizia, il camion avrebbe accelerato verso un gruppo di persone che era appena sceso da un pullman. Il video delle telecamere di sorveglianza mostra l'attimo in cui il camion investe le persone, fa inversione di marcia e poi passa una seconda volta sopra i loro corpi.  I quattro morti, tre donne e un uomo, facevano parte delle Forze di difesa israeliane, che in quel momento stavano iniziando uno dei frequenti tour didattici sulla Armon Hanatziv promenade.

 

People of the year: Israele

Il 2016 è stato l’anno in cui i cittadini europei hanno capito che cosa significa vivere a contatto con il terrorismo islamico. Nel 2017 la storia sarà la stessa: la libertà di Israele coincide con quella dell’occidente

Dopo pochi secondi il guidatore del camion è stato ucciso dai colpi di pistola sparati dagli altri soldati presenti e da alcuni civili armati. L'area della Armon Hanatziv promenade è quella della sede delle Nazioni Unite ma anche del quella del consolato americano. La polizia di Gerusalemme ha identificato l'attentatore come Fadi al-Qanbar, palestinese di 28 anni con patente israeliana. Secondo le autorità, il camion sarebbe stato rubato poco prima dell'attacco.

 

"E' spaventoso, non c'è limite alla crudeltà dei terroristi, sono disposti a tutto pur di uccidere ebrei e danneggiare la vita nella capitale d'Israele", ha detto in una conferenza stampa il sidaco di Gerusalemme, Nir Barkat: "Coloro che incitano, che soffiano sul fuoco o sostengono il terrorismo, dovranno pagare a caro prezzo". E poi: "Chiedo ai cittadini di Gerusalemme e di Israele di mantenere alta la guardia e di non lasciare il terrore vincere sulle loro vite".

 

Una lunga scia di sangue

In una time map interattiva tutti gli attacchi che lo Stato islamico ha compiuto nel 2016 fuori dai confini della guerra

 

Per circostanze e modalità l'attacco alla Armon Hanatziv promenade è molto simile a quelli che abbiamo già visto a Nizza e Berlino. E' per questo che poco dopo la messa in sicurezza dell'area, il primo ministro Benjamin Netanyahu, visitando il luogo dell'attacco, ha detto: "Conosciamo l'identità dell'attentatore, e ci sono tutti gli indizi per dire che è un sostenitore dello Stato Islamico". Ma per il capo della polizia, Roni Alsheich, "un attacco simile sembra essere stato ispirato dalla tv, ma certo è difficile mettersi nella testa di ognuno per capire che cosa lo abbia spinto. Di sicuro certe cose hanno un effetto". Secondo un comunicato delle Brigate Quassam citato dai media israeliani, Fadi al-Qanbar era stato "rilasciato da un carcere israeliano".

 

Subito prima del consiglio di sicurezza israeliano, il ministro della Difesa, Avigdor Liberman, ha detto: "Non ci sono altre scuse, altre giustificazioni  - gli insediamenti o le negoziazioni - questo è un attacco ispirato dall'Isis. E noi combatteremo questo tipo di terrorismo e sono sicuro che vinceremo". Come ricordato dal Jerusalem Post, nel quartiere di Armon Hanatziv negli ultimi mesi ci sono stati molti attacchi di palestinesi contro israeliani. Nell'ottobre del 2015 erano state uccise due persone ed era stato eretto un muro temporaneo per dividere l'area palestinese da quella israeliana - muro poco dopo rimosso a seguito delle proteste dei gruppi dei diritti umani. 

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Commenti all'articolo

  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    08 Gennaio 2017 - 22:10

    Si, siamo tutti Israele, e senza nemmeno sforzarci di scegliere dato che sono codesti penosi e mostruosi odiatori della vita ad assimilarci tutti come vittime sacrificali. Ma Israele vincerà! La Regina della Pace nel suo primo messaggio 2017 lunedì scorso dato a Mirjana ha esordito con questa espressione: "Cari figli, mio Figlio era sorgente di amore e di luce quando sulla Terra parlava al Popolo dei popoli." Gli ONUsiani, insieme purtroppo a tanti (ir)responsabili dei paesi occidentali laikisti e rinnegati anticristiani, stanno rinnegando la verità accodandosi ai menzogneri-omicidi contro Israele, ma il Cielo assiste Israele e la Madonna viene anche per farcelo intendere. Il messaggio poi si conclude con "Pregate sempre per i vostri Pastori affinché abbiano la forza di essere la luce di mio Figlio." E allora preghiamo, perché.. di "forza" e di "luce" da parte dei nostri Pastori.. 'un se ne vede punta!

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    08 Gennaio 2017 - 20:08

    Hamas esulta. Naturalmente ne ha ben donde: gli assassini sono sempre dalla parte di chi assassina. Arafat non accettò gli accordi di Camp David. In realtà i capi dell'Intifada non hanno mai voluto la pace: non gli conveniva. Sarebbe stato esiziale per loro, rinunciare allo strumento dell'odio perenne. Le élite intellettuali, anti israeliane dell'Occidente e i corifei dei "Diritti umani", hanno sempre tifato per i Palestinesi, a prescindere. Ma no! Ma sì!!! "I nemici dei miei nemici sono miei amici." Inutile esegesizzare: è così.

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    • fabrizia.lucato

      09 Gennaio 2017 - 12:12

      Infatti. Se per disgrazia Israeliani e palestinesi facessero la pace, la prima conseguenza sarebbe il crollo delle teocrazie e dittature mediorientali: senza la possibilità di convogliare la frustrazione dei loro popoli contro Israele, con chi potrebbero prendersela? Dal loro punto di vista, è vitale mantenere aperta la piaga palestinese. Per loro, più bambini palestinesi muoiono, più vittime ci sono e meglio è.

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  • Giovanni

    08 Gennaio 2017 - 18:06

    Sarà soddisfatta l'Unesco...

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