La sindrome anti Trump dei liberal

La delegittimazione insensata è la stessa che c’era con Bush, ma peggio

La sindrome anti Trump dei liberal

Donald Trump (foto LaPresse)

Durante gli anni della presidenza di George W. Bush, gli attivisti e parte degli elettori liberal erano presi da un morbo particolare, la sindrome da squilibrio di Bush. Il nome l’ha ideato Bernard Goldberg, che in una column pubblicata su Real Clear Politics mette in guardia dall’arrivo di una nuova ondata virale, molto più terribile della precedente: la sindrome da squilibrio di Trump. Dalla notte elettorale americana, ha scritto Goldberg, il malessere che ha colpito i liberal non è solo metaforico. Quel giorno molti sono svenuti o hanno vomitato. Nelle università, luogo della sacralità del “safe space”, gli studenti hanno organizzato ritrovi per piangere insieme (Cornell), rimandato i test a causa dello choc generale (Yale), organizzato stanze speciali piene di libri da colorare per scaricare l’orrore post elettorale (University of Pennsylvania), si sono rivolti in massa ai servizi di sostegno psicologico per riprendersi dal trauma (Vanderbilt).

 

Una signora novantenne di nome Ruth, malata di cancro, ha scritto al Miami Herald che l’elezione di Trump è peggio della sua malattia: la sindrome da squilibrio di Trump è più grave del cancro! E’ un fenomeno di repulsione fisica irrazionale che si era già verificato con Bush e ora si ripresenta, molto peggiore, con il neopresidente. Ma – l’abbiamo già scritto in occasione delle proteste dei giorni successivi al voto – il vero malessere è quello del sistema democratico davanti a queste forme di delegittimazione dissennata. Chi denuncia Trump come una minaccia per la democrazia e dice che “Trump non è il mio presidente”, scrive Goldberg, non si accorge di essere la vera minaccia democratica.

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    10 Gennaio 2017 - 00:12

    Che i fighetti liberal con la boccuccia a culo di gallina si sentano male fisicamente per via della presidenza Trump, vale da solo il prezzo di ogni possibile cazzata fattibile da Trump. E non vedo l'ora che riprenda a supportare Israele, per farli sbroccare definitivamente.

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  • paolo.donzelli

    09 Gennaio 2017 - 15:03

    Guardate che e' esattamente quello che e' successo ai repubblicani con Obama, arrivando addirittura a scrivere, vedi Tea Party, che non era un presidente legittimo sostenendo che non era nato negli Stati Uniti (!).

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  • lucafum

    06 Gennaio 2017 - 23:11

    La signora Ruth (spero coniugata Fake), tutta concentrata sulla sua innocua trumpite, è quasi debitrice nei confronti di Donald, che gli offre l'occasione per non essere costretta a pensare di dover morire di cancro.. Se anche una sola minoritaria parte delle generazioni, educate nelle università come futuri dirigenti, necessita di libri da colorare o di supporto psicologico per le elezioni, difficilmente potranno resistere all'assalto dei numerosi, ben motivati, artigliati e poco piagnucolosi orientali - analogamente alla Signora Ruth Fake, appunto.. Forse Trump non ha torto, nell'aver puntato sui campagnoli americani, derisi dai radical- left liberal-chic-pol corr. (La traduzione letterale di redneck, "collo rosso", si riferisce al colore della nuca scottata dall'esposizione al sole dovuta al lavoro nei campi, ai quali i redneck sono in genere sottoposti, ed è quindi sinonimo di contadino - da WP) P.S. "Chi dice di soffrire per amore, non ha mai avuto i calcoli ai reni." (cit)

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