La Turchia indaga sulla strage di Istanbul. Arrestati due stranieri all'aeroporto

Cadono i sospetti sull'uomo del Kirghizistan. Il killer legato allo Stato islamico, arrestati i familiari. Il parlamento proroga di 3 mesi lo stato d'emergenza

attentato istanbul

Iakhe Mashrapov, principale sospettato per l'attentato a Istanbul

Proseguono le indagini sull’attentato di Capodanno a Istanbul. Due stranieri, la cui nazionalità non è stata rivelata, sono stati arrestati all'aeroporto Ataturk in relazione all'attacco al nightclub Reina che ha provocato la morte di 39 persone e più di 70 feriti. Secondo l'agenzia di stampa turca Dogan, i due sono stati fermati all'ingresso del terminal delle partenze internazionali e condotti nel quartier generale della sicurezza a Istanbul in stato di detenzione. Al momento sono 14 le persone fermate nell'ambito delle indagini, compresi i familiari del presunto terrorista. L'autore della strage è ancora in fuga ma "l'identità del responsabile dell'attacco è stata determinata" ha detto il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, in un'intervista tv, senza aggiungere altro.

La Turchia non collabora con gli stati asiatici che forniscono incursori all’Isis

Il Califfato ha concentrato gran parte della sua propaganda in Tagikistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Kazakistan. Dove secondo alcuni analisti il contesto sociale ed economico è ideale per arruolare adepti

In un primo momento i media turchi avevano fatto il nome di Iakhe Mashrapov, 28enne originario del Kirghizistan. Non c'era stata però alcuna conferma dell’identità del killer da parte delle autorità turche. Martedì pomeriggio il Kirghizistan ha escluso che il terrorista sia Mashrapov. L'uomo ha raccontato di essere arrivato all'aeroporto di Bishkek, la capitale del Kirghizistan, alle 7 di martedì mattina dalla Turchia e di essere ripartito alle 9 per Osh, nel sud del Paese. Secondo Akipress, Mashrapov sarebbe stato in Turchia per affari tra il 28 e il 30 dicembre e poi di nuovo tra il primo gennaio e oggi, mentre era in Kirghizistan la notte della strage. Un'immagine del suo passaporto era stata diffusa sui social media da utenti turchi, che notavano la somiglianza con il killer di Istanbul. Ma le autorità kirghize hanno dichiarato di averlo interrogato e confermano che l'uomo non ha avuto alcun ruolo nell'attacco. Anche il capo dei servizi di sicurezza del Kirghizistan, Rakhat Sulaimanov, ha detto alla Bbc che il titolare del passaporto non è coinvolto. Sulaimanov ha detto che l'uomo è stato interrogato sia dai loro agenti che dalla sicurezza turca.



I media turchi spiegano che l'uomo su cui la polizia sta indagando sarebbe originario dall'Asia centrale e avrebbe affittato un appartamento nella città di Konya con una donna – che si ritiene essere la moglie – e i due figli, che sono stati arrestati.
Alcuni report suggeriscono che la polizia sarebbe arrivata all'uomo grazie alle chiamate da lui fatte sul cellulare del tassista che lo ha portato al locale notturno dove ha compiuto la strage. Tuttavia, nulla è stato ufficialmente confermato dalle autorità turche. Le uniche dichiarazioni ufficiali provengono dal vice primo ministro turco Numan Kurtulmus, che lunedì ha dichiarato che le autorità hanno impronte digitali e una descrizione del sospetto.

È stato anche diffuso un video del sospettato mentre cammina per le strade del quartiere centrale di Taksim, a Istranbul. 

Secondo il quotidiano turco Hurriyet, il presunto attentatore sarebbe stato addestrato in Siria dai jihadisti dello Stato islamico e nell'attacco al nightclub avrebbe usato tecniche imparate nella guerra civile in corso nel paese dal marzo del 2011. L'uomo ha sparato tenendo l'arma a fianco, all’altezza della vita, in maniera da sparare dal basso verso l’alto e colpire più persone possibili. Una tecnica, sostiene Hurriyet, che deve aver appreso negli scontri strada per strada in Siria. Per la sua abilità, prosegue il quotidiano, è stato “selezionato appositamente” dallo Stato islamico per compiere l'attacco di Istanbul.

Il filo spezzato tra Erdogan e Obama

Colpita dall'Isis, la Turchia se la prende con l’alleato americano

Intanto il premier turco, Binali Yildirim, ha annunciato che lo stato di emergenza, in vigore nel paese dallo scorso 22 luglio in seguito al tentato golpe, potrebbe essere esteso per un periodo di ulteriori tre mesi. Il premier ha ricordato l'impegno delle truppe turche nel nord della Siria, l'operazione 'Scudo dell'Eufrate' iniziata più di 4 mesi fa, con cui sono stati "neutralizzati almeno 1.270 jihadisti". Numeri che, secondo Yildirim, confermano l'impegno della Turchia contro lo Stato islamico: "L'unica a opporsi al Califfato" mentre "il resto del mondo è terrorizzato dall'Isis ma non fa nulla per contrastarlo", ha attaccato Yildirim, che ha poi accusato gli Stati Uniti, rei di aver armato i curdi siriani del Pyd-Ypg "aumentando i rischi e i morti per la Turchia". Una mossa definita dal premier turco la vera "colpa di Obama”. Yildirim si augura che la nuova Amministrazione statunitense non rinnovi il suo sostegno ai curdi ma che invece consolidi "la storica alleanza che abbiamo con gli Stati Uniti".

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    03 Gennaio 2017 - 18:06

    C'è qualcosa di strano in questa vicenda. Il comportamento di quest'uomo ha più del killer a pagamento piuttosto che del terrorista guidato da fanatismo. La sua freddezza nell'uccidere i sorveglianti all'ingresso e poi nel compiere la strage, l'abbandono dell'abito o soprabito, infine il taxi preso a poca distanza dal luogo della strage.

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