Litigi politici e sms espliciti negli scioperi inglesi

Buona parte della classe lavorativa vorrebbe andare a lavorare e non riesce a farlo, ma nelle scorse settimane sono usciti retroscena sui leader dei sindacati pronti a “tirar giù questo maledetto governo conservatore che odia la working class”, mentre il Labour si divideva

Paola Peduzzi

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sciopero Regno Unito

(foto LaPresse)

Milano. I sindacati stanno organizzando “un Natale del discontento”, scrivono i giornali britannici, raccontando degli scioperi dei trasporti e degli uffici postali in corso e programmati che renderanno molto complicata questa settimana pre natalizia nel Regno Unito. Il ministro dei Trasporti, Chris Grayling, vorrebbe cambiare le normative vigenti e dice che “nessuna opzione è esclusa”, nemmeno quella di far passare una legge che vuole limitare la possibilità di organizzare scioperi. Il governo inizialmente ha preso le distanze dal proprio ministro, i toni duri con i sindacati nel momento in cui si vuole imporre una retorica per i “dimenticati” non suonerebbe del tutto coerente, ma ieri il premier, Theresa May, ha trovato una sintesi e ha dichiarato che questi scioperi mostrano “disprezzo” per le persone normali, che viaggiano per andare a lavorare, mandano pacchi e auguri di Natale e in questi giorni vogliono tornare in famiglia per le feste. “Se questi scioperi hanno una cosa in comune – ha detto il portavoce di Downing Street, accomunando le interruzioni del servizio di treni e il caos negli aeroporti, con gli assistenti di volo e gli addetti ai bagagli in sciopero – è che dimostrano disprezzo per le persone normali che stanno soltanto cercando di vivere la loro quotidianità”, mentre le aziende e il governo continuano a trattare con i sindacati per cercare di trovare una soluzione prima dell’esodo natalizio.

  

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“Il primo ministro difende il libero mercato ma cerca soluzioni alla richiesta che funzioni per tutti", dice Matthew Taylor

 

I giornali conservatori tratteggiano parallelismi – per lo più delusi – tra la May e la Thatcher, e il Labour in versione corbynista si schiera a favore dei sindacati. Il Daily Mail ha raccontato che il cancelliere dello Scacchiere ombra, John McDonnell, ha inviato sms espliciti ai leader sindacali . “Fratelli e sorelle”, ha scritto, “mando messaggi di solidarietà a tutti i lavoratori coinvolti nello sciopero, da chi lavora sui treni a chi insegna ai medici”. I messaggi risalgono a qualche tempo fa, scrive il quotidiano, e già allora lo stesso McDonnell sottolineava che “la May prova a emulare la sua eroina Thatcher” con un programma “di assalto ai servizi pubblici”, e il cancelliere ombra dichiarava di rimanere “spalla a spalla” con gli scioperanti. Alla festa natalizia di Momentum, l’organizzazione di attivisti che sostiene il Labour corbyniano, si è festeggiato “l’ondata di scioperi in arrivo” bevendo da bottiglie di birra con Corbyn e il suo “coraggio” sull’etichetta e celebrando il successo del “potere della classe lavoratrice”. Buona parte di questa working class vorrebbe andare a lavorare e non riesce a farlo, ma nelle scorse settimane sono usciti retroscena sui leader dei sindacati pronti a “tirar giù questo maledetto governo conservatore che odia la working class”, mentre il Labour si divideva, come è ormai sua abitudine: i corbiniani non riuscivano a condannare gli scioperi e i disagi causati agli altri lavoratori, e il resto del partito diceva che queste mobilitazioni equivalgono a “una zappa sui piedi”. Anche all’interno del principale sindacato, Unite, ci sono spaccature: Len McCluskey, grande sostenitore di Corbyn, ha lanciato la propria campagna di rielezione con un anno di anticipo, come dimostrazione di forza, mentre uno dei suoi rivali, Gerard Coyne, ha detto che il leader di Unite non deve essere “il burattino” del leader del Labour. La resa dei conti è appena iniziata, e intanto gli scioperi continuano. 

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