La Scozia, che goduria

Per la first minister Edimburgo deve rimanere nel mercato unico Ue

scozia regno unito

Nicola Sturgeon (foto LaPresse)

Mentre il mondo attende che Theresa May scopra le sue carte sul piano del governo di Londra per la Brexit (ce n’è uno?), da Edimburgo Nicola Sturgeon non è mai stata timida nel dar voce alla sua opposizione al voto sull’uscita dall’Unione europea. Questa settimana la first minister scozzese ha presentato il suo piano per una Brexit flessibile, che sia più lieve per la Scozia qualsiasi cosa voglia fare Londra, e soprattutto che tenga Edimburgo dentro al mercato unico europeo, applicando un processo di Brexit “differenziato” tra le varie parti del Regno Unito. May ha già risposto che la soluzione è “poco pratica”, modo gentile per dire “non ci pensate nemmeno”, anche perché Sturgeon ha detto chiaramente che la sua “opzione preferita” per far rimanere la Scozia nel mercato unico europeo è “diventare un membro a pieno titolo dell’Unione europea in qualità di stato indipendente”.

 

Sturgeon ha più volte messo sul tavolo della discussione la secessione, e d’altronde, come ha ricordato lei stessa, è leader di un partito che ha l’indipendenza scozzese nello statuto. Ma questa volta ha usato un argomento caro anche ai fautori dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, ritorcendolo contro di loro: la volontà democratica del popolo scozzese, che ha votato in massa per rimanere nell’Ue e che adesso non può essere ignorata da Londra. Da settimane – da quando è stata emessa la sentenza che delega al Parlamento inglese la decisione finale sull’attivazione dell’articolo 50 del trattato di Lisbona, e che attualmente è al vaglio della Corte suprema – il rispetto della volontà democratica è diventato un tormentone cavalcato dai tory e dai tabloid: il popolo britannico ha votato, vuole la Brexit. Sturgeon dice: il popolo scozzese ha votato, non vuole la Brexit, e l’argomento calza a pennello seguendo le medesime linee retoriche, ottenendo così il risultato di confutare i brexiteer. Insomma, se proprio vogliamo cercare un campione di democrazia, meglio trovarlo in Nicola Sturgeon che in Theresa May.

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    23 Dicembre 2016 - 00:12

    Non si capisce per quale algoritmo il voto degli scozzesi anti-Brexit sarebbe in qualche misura più democratico di quello degli inglesi pro-Brexit. Una volta sì e l'altra anche su questo giornale non si sostiene che le minoranze non devono bloccare la maggioranza? Allora si deve applicare la riforma istituzionale bocciata all'Alto Adige perché lì hanno votato a favore? Ridicolo

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