In attesa di Trump, la distensione Russia-Nato è rimandata

Al vertice tra Alleanza Atlantica e Mosca Putin non fa compromessi e l’occidente rimane guardingo e diviso. Rinnovate le sanzioni fino a luglio 2017

putin

il presidente russo Vladimir Putin

Bruxelles. In attesa dell'arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca, secondo il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, per l'Alleanza Atlantica non è ancora arrivato il momento di tornare al “business as usual” con la Russia di Vladimir Putin. “Gli alleati e la Russia mantengono punti di vista diversi”, ha constatato Stoltenberg al termine di una riunione del consiglio Nato-Russia, convocata su pressione della Germania per cercare di affrontare alcuni dei contenziosi aperti tra Mosca e l'Alleanza atlantica. “In un'epoca di tensioni, il dialogo è più importante che mai”, ma “il nostro incontro non indica un ritorno alla normalità”, ha spiegato Stoltenberg. La discussione è stata “franca”, a cominciare dall'Ucraina su cui prevalgono “profondi disaccordi”. Per la Nato, “le violazioni del cessate il fuoco hanno raggiunto livelli record negli ultimi mesi”, mentre altre disposizioni degli accordi di Minsk — come il ritiro delle armi pesanti o la protezione degli osservatori dell'Osce — non sono mai state rispettate. Ma gli alleati sono preoccupati anche dal moltiplicarsi delle provocazioni dirette della Russia. “Comportarsi in modo responsabile e prevedibile riduce il rischio di incomprensioni, errori di calcolo e un'escalation non intenzionale”, ha avvertito Stoltenberg.

 

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Con la Russia pienamente coinvolta nella guerra in Siria e le sue operazioni di propaganda e cyber-attacchi per destabilizzare i processi democratici in occidente, la distensione tra la Nato e Mosca sarà nelle mani di Trump, una volta entrato alla Casa Bianca. La riunione del Consiglio Nato-Russia — la terza quest'anno, dopo il congelamento delle relazioni dovuto all'intervento in Ucraina — era stata fortemente voluta dal tedesco Frank-Walter Steinmeier, che a inizio 2017 lascerà il posto di ministro degli Esteri per passare a quello di presidente della Repubblica Federale, come ennesimo tentativo per tendere la mano a Vladimir Putin. L'obiettivo doveva essere di rassicurare Mosca sulle intenzioni pacifiche della Nato nell'espansione della sua presenza a est. “La Nato non cerca lo scontro e non costituisce una minaccia”, ha ricordato Stoltenberg. “Tutto ciò che facciamo — incluso rafforzare la nostra presenza nell’est dell'Alleanza — è difensivo, proporzionato e in linea con i nostri impegni internazionali”. Ma, forte dei suoi successi siriani e in attesa di Trump, Putin non ha intenzione di fare compromessi. La scorsa settimana diversi generali russi hanno confermato l'intenzione del Cremlino di rafforzare la propria presenza nucleare ai confini con i membri della Nato.

 

Tra i membri dell'Alleanza c'è l'allarme per le intenzioni di Trump. “Non siamo in grado di sapere quali siano le intenzioni della nuova Amministrazione americana”, ma “c'è una possibilità di un cambiamento totale di politica”, spiega un diplomatico. L'amministrazione di Barack Obama teme che Mosca possa sentirsi libera di interferire nelle elezioni di altri paesi occidentali, come accaduto negli Stati Uniti. In un'intervista a Abc News, l'ambasciatore americano alla Nato, Douglas Lute, ha puntato il dito contro “l'influenza maligna” russa non solo nel processo elettorale americano “ma in altre democrazie dell'Alleanza”. Ma gli europei rimangono divisi al loro interno sulla strategia da tenere nei confronti di Putin. Contrariamente al suo ministro degli Esteri Steinmeier, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha scelto la linea dura promessa dai paesi dell’est. L'Italia, per contro, è in testa al gruppo di paesi che chiede un appeasement con Mosca. In attesa di Trump, ieri l'Ue ha formalizzato la decisione di prolungare fino al 31 luglio 2017 le sanzioni contro la Russia per il suo intervento in Ucraina.

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