Chi ha inventato il premio Sakharov, vinto ieri dalle due yazide

Jas Gawronski: “Così lo fondammo con Otto d’Asburgo”. Il premio resiste. Alla compiacenza, ai buoni sentimenti, alla retorica facile

Giulio Meotti

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Nadia Murad e Lamiya Aji Bashar, vincitrici Premio Sacharov per la libertà di pensiero 2016

Nadia Murad e Lamiya Aji Bashar, vincitrici Premio Sacharov per la libertà di pensiero 2016 (foto LaPresse)

Roma. Yasser Arafat, Jimmy Carter, Rigoberta Menchù… Il Nobel per la Pace ci ha messo del suo per perdere ogni credibilità. E’ diventato un premio “phony”, fasullo. Alla meglio un omaggio alle buone intenzioni, di cui però è notoriamente lastricata la strada dell’inferno. I premi dell’Onu portano ormai i nomi dei tiranni equatoriali, come il premio Obiang. Il “premio Nobel alternativo”, il Right Livelihood Award svedese, è invece appannaggio dei delatori (Mordechai Vanunu, Amy Goodman, Edward Snowden). Il buon Premio...

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