Crisi in Venezuela, Maduro ritira le banconote da 100 bolivar: "Freneremo la mafia"

I cittadini avranno dieci giorni di tempo per cambiarle presso la banca centrale. Il presidente chiama ancora in causa il complotto anti-venezuelano 

Bolivar

Banconote da 100 bolivar (foto LaPresse)

Entro domani il governo venezuelano ritirerà le banconote da cento bolivar, attualmente il taglio più alto, che equivale a due centesimi di dollaro statunitense a causa dell'ormai conclamato disastro economico. I cittadini avranno dieci giorni di tempo per cambiarle presso la banca centrale. Secondo le stime dell'istituto nel paese circolano sei miliardi di banconote da cento, più o meno il 48 per cento del contante disponibile. Già da giovedì arriveranno tre nuove monete e sei nuove banconote: quella dal valore nominale più elevato sarà da 20mila bolivar, circa 4 dollari.

L'annuncio del presidente Nicolas Maduro, che ha firmato un decreto d'urgenza, mira a “frenare le mafie che fanno affari con la nostra moneta alla frontiera”. Maduro sostiene che “tutto fa parte del golpe economico”: un'indagine interna, citata dal successore di Chaves, avrebbe infatti accertato che tutte le mafie internazionali accumulano bolivar in Colombia e in Brasile per destabilizzare il Venezuela insieme alle banche nazionali, “complici nella trama”. Durante il consueto programma tv settimanale, il presidente non ha lesinato toni trionfalistici: “Truffatori e mafiosi, rimarrete con i vostri magazzini pieni di biglietti da cento”.

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Per evitare che le banconote messe fuori circolazione rientrino nel paese, Maduro ha ordinato alle forze di sicurezza di presidiare con attenzione le frontiere. Al di là della controversa decisione, in Venezuela continuano a mancare beni di prima necessità, dagli alimentari alle medicine. A detta del presidente, le mafie utilizzano le banconote da cento bolivar per comprare i beni sovvenzionati dal governo per poi rivenderli in Colombia facendo grandi affari. Ma per gli avversari politici, che hanno tentato invano di estrometterlo anzitempo, il dramma venezuelano ha radici ben più profonde: “Quando l'inettitudine governa! Chi avrebbe mai pensato di fare qualcosa del genere proprio a dicembre in mezzo a tutti i nostri problemi?”, ha scritto polemicamente su Twitter il leader dell'opposizione Henrique Capriles, riferisce il Guardian. Maduro però ha ribadito che non lascerà prima della fine del suo mandato, nel 2019.

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I dati, comunque, inchiodano il presidente e la sua rivoluzione. Dopo la caduta del prezzo del petrolio, l'inflazione ha cominciato a galoppare e adesso ha quasi raggiunto il 500 per cento, numeri che fanno da cartina tornasole della realtà più del presunto complotto ordito dall'opposizione e dagli Stati Uniti. Una situazione, insomma, ben diversa da quella dell'India, dove di recente il primo ministro Narendra Modi ha bandito le banconote da 500 e mille rupie per combattere corruzione ed evasione, causando problemi enormi alle persone più povere che vivono di contanti.

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