Teheran sul fiume Amstel

Uccisi, fuggiti, processati, censurati: la condanna di Wilders mette fine all’irriverenza olandese sull’islam iniziata con Theo van Gogh. Che fine hanno fatto i dieci corsari

Giulio Meotti

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Teheran sul fiume Amstel

Amsterdam era additata come “la capitale dell’islamofobia”. Giornalisti, artisti, politici e intellettuali avevano dato vita al dibattito più acceso sull’islam. Non resta nessuno di quella stagione

Prima di essere macellato, aggrappato a un cestino dei rifiuti, Theo van Gogh aveva implorato il suo assassino, Mohammed Bouyeri: “Possiamo parlarne?”. L’Olanda era il paese che ne parlava di più in Europa, di islam si intende. L’Iran, nel lanciare i suoi editti contro gli scrittori e gli artisti olandesi, aveva definito Amsterdam “la capitale dell’islamofobia”. Venerdì scorso, i magistrati dell’Aia hanno condannato per “discriminazione” l’ultimo sopravvissuto di quella lunga notte della paura e dell’irriverenza, Geert Wilders. “Un giudice ha stabilito...

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