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Prove di libertà in Gambia

Redazione

Sorpresa: un imprenditore vince le elezioni e scarcera prigionieri politici

Ousainou Darboe è un avvocato del Gambia, ha settantotto anni, gli occhi profondi di chi da sempre si batte per qualcosa: lui per i diritti umani e la democrazia, termine quest’ultimo quasi impronunciabile in questa nostra terra europea improvvisamente stanca del volere popolare e invece preziosissimo in Africa o nelle nazioni che la democrazia non la conoscono, non l’hanno mai vissuta, e la sognano (alla pari dei camminatori siriani che scappano da Stato islamico e bombe assadiste e putiniane e non si fermano davanti alle barriere europee e gridano “libertà”, ricordandoci per che cosa, noi occidentali, siamo famosi). Darboe è il leader del Partito democratico unito del Gambia, dal 1994 si candida e perde, un po’ per i brogli, un po’ perché la sua visione illuminata non attecchisce in questo paese minuscolissimo, un milione e ottocentomila abitanti che si sono nel tempo adeguati alla mano dura di Yahya Jammeh, dittatore del Gambia dal colpo di stato del 1994 fino a qualche giorno fa. In 22 anni di regime, sono scomparsi attivisti e giornalisti, sono stati massacrati studenti e migranti, i gay sono stati minacciati – se vi trovo, vi taglio la gola – e nel 2015 il paese è stato rinominato Repubblica islamica del Gambia, perché la religione islamica prevalente deve permeare tutta la società. Ousainou Darboe, capo dell’opposizione, è stato incarcerato nell’aprile del 2015 dopo aver organizzato una protesta nella capitale: è dalla prigione che ha assistito all’ultima tornata elettorale, che è stata condotta per il suo partito da Adama Barrow, un immobiliarista cinquantenne che ha studiato all’estero (a Londra), è tornato appena si è laureato, ha creato una società di real estate e vi lavora da allora. Senza esperienza politica, Barrow è riuscito in un’impresa straordinaria, cioè rovesciare il regime di Jammeh con un’elezione, la prima in cui si elegge un presidente dall’indipendenza dal Regno Unito, che risale al 1965. Due mogli, cinque figli e una forte devozione all’islam, Barrow giurerà a gennaio, ma intanto i tribunali hanno iniziato a liberare attivisti politici e dissidenti che erano stati messi in prigione da Jammeh. Il primo è stato Ousainou Darboe, che con la sua lunga tunica blu è uscito dal tribunale con un sorriso e la folla, finalmente libera anch’essa di parlare, ha gridato: “Ecco il nuovo Gambia”.

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