"Meno di 18 mesi per la Brexit" e "nessun periodo transitorio", dice il negoziatore dell'Ue

Michel Barnier dice che il processo di uscita del paese dall’Ue ha la priorità. E che il Regno Unito non potrà scegliere selettivamente quali privilegi tenere

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Michel Barnier

Per la Brexit i tempi saranno inferiori ai 18 mesi e il conto alla rovescia partirà dal giorno in cui Londra ricorrerà ufficialmente all'articolo 50 del Trattato di Lisbona. A mettere nero su bianco che "i tempi sono stretti" è stato il capo della delegazione dell'Ue al tavolo dei negoziati con il Regno Unito, il francese Michel Barnier. Stamattina, l'ex ministro e commissario dell'Ue ha detto durante la sua prima conferenza stampa che sarà possibile concedere alle imprese e alle banche britanniche un periodo di aggiustamento solo dopo che sarà stato completato il processo di uscita del paese dall’Ue. Barnier ha spiegato che per poter beneficare della fase transitoria richiesta dalle aziende, il governo di Theresa May dovrà definire gli accordi commerciali con Bruxelles dopo la Brexit. Barnier era stato nominato il primo ottobre come rappresentante dell’Unione dal presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, che aveva detto di volere un politico con una reputazione da negoziatore duro, ma onesto.

 

La principale preoccupazione di Barnier riguarda i tempi, che potrebbero essere inferiori ai due anni previsti dai trattati europei: “Per cominciare, i due anni includono il tempo necessario al Consiglio europeo per dettare le linee guida e autorizzare il negoziato. Poi, l’accordo dovrà essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo. E ovviamente, anche il Regno Unito dovrà approvarlo, il tutto nei due anni previsti. Complessivamente ci saranno meno di 18 mesi per il negoziato vero e proprio. Vuol dire poco tempo”, ha spiegato ai giornalisti a Bruxelles.

 

Il Regno Unito e l’Ue, per comune accordo, non inizieranno alcuna trattativa fino a quando Londra non notificherà ufficialmente l’intenzione di avvalersi dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona. In attesa della decisione del governo britannico, Barnier ha incontrato i rappresentanti degli altri paesi europei e ha ottenuto un quadro delle richieste che verranno avanzate. Prima tra tutte, l’esigenza di impedire l’accesso del Regno Unito al mercato comune europeo se non accetterà la libera circolazione di merci e persone che comporta. “Essere un membro dell’Ue concede diritti e benefici. I paesi esterni non potranno mai avere gli stessi privilegi visto che non sono soggetti agli stessi obblighi dei paesi membri”, ha detto Barnier. Il Regno Unito non potrà scegliere selettivamente quali privilegi mantenere dopo la Brexit.

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