I rischi di una Merkel dimezzata

Rielezione a portata di mano, incognita immigrazione, certezza pil

merkel

Angela Merkel (foto LaPresse)

Ieri il Financial Times ha provato a scavare tra le sfide che attendono il capo di governo più stabile che oggi esista in Europa e al mondo, la cancelliera Angela Merkel, alla guida del proprio paese ininterrottamente fin dal 2005. Il messaggio scelto da Merkel per le prossime elezioni di Berlino, nel 2017, è caratterizzato come noto da un’enfasi su società aperta, mercati aperti e multilateralismo. Sono capisaldi ancora popolari in Germania, non c’è dubbio, eppure il prossimo voto non sarà una passeggiata. Innanzitutto perché Merkel paga ancora, nell’opinione pubblica, la decisione presa alla fine del 2015 di aprire le porte indiscriminatamente ai rifugiati siriani.

 

Ancora ieri, al Bundestag, è andato in scena un episodio della lunga correzione di rotta avviata da Berlino: il Parlamento ha approvato una norma che impedisce l’accesso al reddito minimo per i cittadini Ue che non risiedano almeno da cinque anni in Germania. La virata è in corso ma non è detto che, con l’ingresso in Parlamento della destra di AfD e dei liberali, Merkel non possa essere costretta a una Grande coalizione di quattro partiti: sarebbe la prima volta dal 1945 e comporterebbe un annacquamento della sua agenda. Soltanto la conduzione della politica economica, al momento, per quanto impopolare all’estero, rimane un atout indiscutibile della cancelliera. E non è poco.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi