E' morto Fidel Castro

Il Lider Maximo aveva 90 anni. Conquistò l'isola portando a termine la revolución nel 1959

"Oggi, 25 novembre, alle 10:29 della notte è morto il Comandante in Capo della Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz". L'annuncio è stato trasmesso in contemporanea sulla tv di stato cubana, sulla radio e nel sito internet ufficiale Cubadebate. Fidel Casto è morto, a 90 anni, 57 dopo la presa di potere nell'isola caraibica.

Sino al 1959 Fidel Castro era un alto (190 cm) dottore in legge, che aveva fallito un disastroso assalto armato alla caserma della Moncada, nella provincia di Oriente, il 26 luglio 1953, poco più di un anno dopo il colpo di stato che portò al potere Fulgencio Batista.

In sei anni fu imprigionata, riuscì a fuggire, visse da esiliato tra Messico e Stati Uniti e riuscì a rientrare nell'isola, nascondersi nella Sierra Maestra e organizzare la rivoluzione. Quella cubana, quella di FidelCastreeCheGuevara, quella che fece entrare il primo gennaio 1959 i suoi "barbudos" in trionfo a L'Avana e che affidò il potere proprio a Fidel Castro qualche mese dopo.

Fino al trionfo della revolución, a Cuba grande importanza avevano gli scambi commerciali con gli Stati Uniti: canna da zucchero, rum, cotone verso Miami, dollari e il resto verso l'Avana. Ma dopo la presa del potere di Fidel, il paese divenne un campo di battaglia della guerra fredda. I rapporti complicati, ma cordiali degli inizi, con tanto di incontro alla Casa Bianca con Nixon, si trasformeranno in breve tempo in burrascosi. L'avvicinamento all'Unione Sovietica e soprattutto la firma con il primo ministro sovietico, Anastas Mikojan, dell'accordo commerciale con l'Urss provocherà la rottura delle relazioni con Washington, il via libera alle operazioni della Cia e ai numerosi tentativi americani di assassinare Fidel Castro e soprattutto la crisi dei missili nucleari nel 1962. Porteranno soprattutto però l'allontanamento di Che Guevara, l'altro grande capo della rivoluzione cubana, che tra il 1963 e 1964 lasciò gli incarichi di governo e si avventurerà in nuovi tentativi di rivoluzione convinto che "l'Urss sia per il Terzo mondo una potenza imperialista come gli Stati Uniti".

Castro continuò la vicinanza con l'Unione sovietica sino all'ultimo, sino alla caduta dell'Urss. E quando i rubinetti di Mosca si chiusero, dovette cercare di non far fallire un'isola che per quarant'anni era diventato avamposto caraibico sovietico e basava la propria economia quasi solamente nella produzione della canna da zucchero e dei suoi derivati.

Il primo agosto 2006 Castro cedette temporaneamente il governo al fratello Raúl, vicepresidente del Consiglio di Stato, per sottoporsi a un intervento chirurgico intestinale, ma solo una missiva del 17 dicembre 2007, lasciò intendere che non sarebbe più ritornato ad assumere un ruolo politico attivo. E così il 18 febbraio 2008 fu ufficializzata la rinuncia alle cariche di Presidente del Consiglio di Stato e Comandante in capo, e la cessione del potere al fratello Raúl.

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