Nuovo scambio di accuse tra Russia e Stati Uniti sulla sicurezza europea

Washington critica il dispiegamento di missili Iskander a Kaliningrad. Il Cremlino replica agli americani: “La causa della destabilizzazione siete voi”

missile iskander

Un missile Iskander

Lunedì scorso, il portavoce del Dipartimento di stato americano John Kirby ha definito una minaccia i missili schierati dai russi nell'enclave baltica di Kaliningrad, parlando di “destabilizzazione della sicurezza europea”. “La Russia ha minacciato di spostare i suoi missili Iskander a Kaliningrad negli ultimi dieci anni in risposta a una serie di sviluppi in Europa, nessuno dei quali però richiedeva una reazione militare così forte”, ha detto Kirby. “Invitiamo Mosca ad astenersi da parole o gesti che siano una minaccia agli obiettivi della pace e della stabilità”, ha aggiunto il portavoce.

 

“Non bisogna essere contrammiragli per capire una cosa molto semplice: tutte le minacce attuali alla sicurezza europea sono conseguenza della politica militare degli Stati Uniti nell'ultimo decennio”, ha ribattuto a sua volta il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, secondo cui l'Europa è già satura di armamenti e di militari occidentali. Konashenkov fa riferimento allo scudo missilistico americano in Polonia e Romania e all'imminente dispiegamento di soldati Nato in Lettonia, Lituania, Estonia e Polonia, oltre all'invio di un distaccamento dei marines americani in Norvegia del prossimo gennaio.

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Commenti all'articolo

  • ottavio1974

    23 Novembre 2016 - 09:09

    Ehm... Konashenkov c'avrà pure ragione, ma detto da chi s'è pappato la Crimea in un paio di giorni, beh, un po' di credibilità la dichiarazione che ha fatto la perde.

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    • lucafum

      24 Novembre 2016 - 01:01

      Rivedendo gli eventi (non la stampa), la conquista dello spazio ex-sovietico da parte della NATO è partita a razzo con la guerra nei Balcani negli anni 90, proseguendo inarrestata (salvo la Georgia nel 2008) sino all'Ucraina, - strategia ben definita dalla dottrina Brzezinski- riuscendo però ad acquisirne solo la metà "occidentale" (senza la Crimea, appunto). Inoltre, sebbene la partecipazione della Russia alla guerra in Siria abbia sparigliato le carte in medio oriente, la NATO continua tuttora ad incrementare la pressione militare contro la Russia sul fronte baltico. Al di là delle considerazioni di stampo morale -del tutto inadatte a misurare gli eventi di quest'ordine- era più saggia la posizione di Kissinger, che prospettava l'Ucraina come area tampone nei confronti della Russia e non come area inclusa nella NATO. Il rischio di un conflitto nucleare viene giudicato più grave ora, di quanto non fosse ai tempi della deterrenza definita dai blocchi.

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