Sisi allenta la presa sui Fratelli musulmani: annullata un'altra condanna a Morsi

E' la seconda sentenza a carico dell'ex presidente che viene cancellata in pochi giorni da un tribunale egiziano

Luca Gambardella

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Morsi

Mohammed Morsi (foto LaPresse)

Roma. In Egitto l'Alta corte di appello ha annullato un'altra condanna che era stata decisa per l'ex presidente appartenente ai Fratelli musulmani, Mohammed Morsi. Per i giudici della Cassazione del Cairo, le accuse di cospirazione finalizzata alla realizzazione di attentati terroristici con la complicità di organizzazioni internazionali sono prive di fondamento. Così, la sentenza che ordinava la detenzione a vita in carcere è stata stralciata. Nel giro di appena due settimane, Morsi si è visto cancellare due delle principali accuse a suo carico. Martedì scorso il tribunale del Cairo aveva annullato una condanna a morte dell'ex presidente per l'evasione dal carcere di Wadi al Natrun del 2011, un episodio che aveva coinvolto altri 22 membri della Fratellanza. Per tutti gli imputati i giudici avevano chiesto un nuovo processo.

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A partire dal colpo di stato del 2013, il presidente Abdel Fattah al Sisi ha dichiarato guerra agli oppositori dei Fratelli musulmani. I due passi indietro compiuti dalla giustizia egiziana nel giro di pochi giorni nei confronti di Morsi - l'ultimo dei quali riguarda altri 16 membri della Fratellanza condannati ad altrettante pene capitali con l'accusa di cospirazione - ha i connotati di una più ampia manovra distensiva di Sisi nei confronti dell'opposizione, proprio nel momento in cui il paese affronta una grave crisi economica. Evidentemente, osservano alcuni osservatori di affari egiziani, Sisi non ha alcun interesse strategico al momento nel reprimere la Fratellanza con gesti troppo eclatanti.

I Fratelli musulmani, che hanno sempre respinto tutte le accuse a loro carico, ripetono che Sisi sta usando la giustizia a scopi politici per dare una forma di legalità al colpo di stato del 2013, quando Morsi fu deposto dall'esercito.

ll processo a carico dell'ex presidente egiziano era iniziato lo scorso anno: Morsi era imputato di aver inviato nel 2005 alcuni membri della Fratellanza per essere addestrati nei campi di Hamas nella Striscia di Gaza, di Hezbollah in Libano e della Guardia rivoluzionaria in Iran. Il tutto, secondo la versione dell'accusa che i giudici ora hanno stralciato, per rientrare poi in Egitto e compiere attentati e destabilizzare il paese.

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