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Toh, riecco i proprietari di casa

Il 63,5 per cento degli americani vive in un immobile di proprietà, scrive il Wall Street Journal. “Il basso tasso di proprietà immobiliare è stato uno degli aspetti più problematici della ripresa. Oggi i prezzi delle case sono tornati quasi al livello del luglio 2006, quando fu registrato un picco".
Toh, riecco i proprietari di casa

Foto di David via Flickr

Negli ultimi anni i proprietari di casa, negli Stati Uniti, sembravano una specie in via di estinzione. Adesso, per la prima volta da tempo, secondo il Wall Street Journal potremmo trovarci invece davanti a “una svolta”: “La percentuale di proprietari di casa sul totale della popolazione ha toccato il 63,5 per cento nel terzo trimestre, ha fatto sapere il Census Bureau americano. Un balzo robusto rispetto al trimestre precedente, quando quella percentuale si era fermata al 62,9 per cento, cioè il livello più basso da 51 anni a questa parte”. Secondo l’Eurostat, gli italiani proprietari delle case in cui vivono sono il 73,2 per cento del totale. Per il quotidiano finanziario americano, sempre nell’ultimo bollettino del Census Bureau ci sarebbero altre “ragioni di ottimismo”. 

 

“Nel terzo trimestre del 2016 si sono formati circa 1,1 milioni di nuclei familiari, un aumento significativo dai 944.000 del trimestre precedente. Ancora più importante il fatto che circa la metà di questi nuovi nuclei familiari è composto di proprietari di casa e non di affittuari. (…) Perché cresca la percentuale di proprietari di casa nella popolazione, i proprietari che costituiscono un nucleo familiare devono essere più numerosi degli affittuari”. Ralph McLaughlin, capoeconomista di Trulia, intervistato dal Wall Street Journal, ha detto che questi sviluppi sono “un buon motivo per essere ottimisti” sulla solidità della ripresa della prima economia del pianeta. “Il basso tasso di proprietà immobiliare è stato uno degli aspetti più problematici della ripresa. Oggi i prezzi delle case sono tornati quasi al livello del luglio 2006, quando fu registrato un picco, secondo gli Indici Case-Shiller compilati da S&P CoreLogic Case-Shiller, grazie alla scarsità degli immobili disponibili e al basso livello dei tassi di interesse. Nonostante ciò, i cittadini più giovani incontrano ancora ostacoli per comprare una casa; i motivi sono vari: la cautela degli istituti di credito nell’erogazione dei mutui, la difficoltà ad accumulare un capitale iniziale, la mancanza di nuove piccole case adatte per un primo acquisto”. 

 

Comunque sia, “la percentuale di acquirenti di prima casa è aumentata al 34 per cento del totale a settembre, il livello più alto dal luglio 2012, secondo la National Association of Realtors. Da un sondaggio condotto da Zillow nella scorsa primavera, emerge che la metà di coloro che in America hanno acquistato casa nel 2015 ha meno di 36 anni”.  Alla luce di questi dati positivi, rimane l’invito alla cautela del Wall Street Journal, visto che la percentuale di proprietari di casa rimane ancora inferiore a un anno fa: era a 63,7 per cento, contro appunto il 63,5 di oggi. Tale percentuale era iniziata a scendere nel 2006 e da allora questa discesa non si è fermata per dieci lunghi anni. Un solo trimestre al rialzo non fa primavera, ma secondo molti economisti è già qualcosa.  

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