Il terrorismo uccide sempre più in occidente, dicono i numeri

Due centri di ricerca internazionali hanno calcolato l'andamento degli attacchi terroristici: negli ultimi due anni Nord America ed Europa sono i bersagli preferiti. Globalmente il terrore è in calo. In sei paesi i tre quarti delle vittime.
Il terrorismo uccide sempre più in occidente, dicono i numeri

Bruxelles, aumenta la sicurezza dopo un allarme bomba in un centro commerciale (foto LaPresse)

Il rischio percepito può non corrispondere a quello reale. Ma secondo i dati selezionati da due fonti autorevoli, negli ultimi due anni gli attacchi in occidente sono aumentati anche se, rispetto al resto del mondo, i numeri restano bassi. Secondo due grandi istituti di analisi, il Global Terrorism Database dell’Università del Maryland e l’IHS Jane’s Terrorism and Insurgency Center, il numero delle persone uccise in seguito ad attentati in Europa e negli Stati Uniti è aumentato di molto nel 2015, causando più di 200 morti. Il 2016, stando alle cifre, sembra destinato ad alzare ancora di più l’asticella.

 

Il Global Terrorism Database, che ha catalogato gli attacchi terroristici sin dal 1970, mostra come in occidente l’andamento generale della curva sia in calo rispetto agli anni Settanta e Ottanta, ma con un picco notevole negli ultimi due anni. Ancora devono essere pubblicati i dati del 2016, quindi mancano alla collezione le stragi di Bruxelles, Nizza e Orlando. L’IHS Jane’s Center, che monitora gli eventi in tempo reale per eserciti e agenzie di intelligence e contractor, offre numeri più aggiornati: ai 204 morti per attentati terroristici in nord America ed Europa occidentale nel 2015 si aggiungono i 219 di quest’anno (sino al 3 agosto). Un trand in evidente ascesa.

 


Vittime di attentati terroristici in Europa occidentale dal 1970 al 2015 (fonte: Global Terrorism Database)

Vittime di attentati terroristici in Nord America dal 1970 al 2015 (fonte: Global Terrorism Database)


 

I due metodi di calcolo non sono comparabili perché le statistiche sono combinate dagli analisti secondo canoni diversi, a seconda che a compiere gli attacchi siano attori statali o non statali, per motivi politici o meno. Poiché le vittime di terrorismo sono relativamente poche in occidente, le decisioni degli analisti possono fare una grande differenza. Non considerare l’attentato di Nizza, con le sue 86 vittime – un attacco molto discusso dagli esperti di Janes’s che hanno poi deciso di inserirlo nel computo – avrebbe drasticamente ridotto la statistica del 2016. Inoltre, la tattica dello Stato islamico di chiamare alle armi i cosiddetti “lupi solitari”, ha reso particolarmente intricato il giudizio degli analisti.

 


Vittime di attentati terroristici nel mondo dal 1970 al 2015 (fonte: Global Terrorism Database)


 

La buona notizia è che a livello globale si nota un calo degli attentati nell’ultimo anno: per il Global Terrorism Database le vittime sono diminuite del 12 per cento nel 2015, cifra più o meno simile a quella fornita da Jane’s. Gli Stati Uniti sono i meno colpiti tra gli stati occidentali: esclusi i grandi attacchi dell’11 settembre e di Oklahoma City, dal 1970 nessun attentato ha causato più di 50 morti. L’anno scorso sono stati uccisi 44 americani. La maggior parte degli attacchi avviene in una manciata di paesi: tre quarti delle vittime del terrorismo degli ultimi cinque anni nel mondo si trovavano in Afghanistan, Iraq, Nigeria, Pakistan, Siria e Yemen.

 



Attentati terroristici nel 2012 (fonte: Global Terrorism Database)

Attentati terroristici nel 2015 (fonte: Global Terrorism Database)


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