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Ossessionata dall’islamofobia, la gauche francese snobba la laicità

Dopo l’invito di Badinter a non farsi imbavagliare dal pol. corr. e l’intervento del premier Valls iniziano le polemiche a sinistra

di Mauro Zanon | 20 Gennaio 2016 ore 18:44

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Elisabeth Badinter

Parigi. La recente intervista a France Inter di Elisabeth Badinter, durante la quale la femminista francese ha invitato i suoi concittadini a non farsi imbavagliare dal politicamente corretto quando si tratta di difendere la laicità anche a costo di apparire islamofobi, non ha fatto trasalire soltanto il presidente dell’Observatoire de la laïcité, Jean-Louis Blanco. In seguito all’intervento del premier Valls in difesa dell’idea di una laicità intransigente promossa da Badinter, è ora tutta la sinistra francese ad esprimersi a riguardo. E non certo con toni concilianti. “La gauche si spacca sulla laicità”, scrive il Monde in prima pagina. La presa di posizione del primo ministro in favore della Badinter, non è affatto piaciuta a rue de Solférino e soprattutto a quell’ala radicale del Ps che lo considera da sempre come un infiltrato in seno al governo. Per il deputato socialista Pouria Amirshahi, le dichiarazioni di Valls rappresentano uno “scandalo assoluto”, uno “scivolamento verso posizioni identitarie”. Per Blanco, intervistato dal Monde, quella del premier è la reazione di un “laicista integralista”. In Francia, siamo ora nel cuore del dibattito sulla laïcité, con lo scontro frontale tra i sostenitori di una “laicità esigente” come il premier Valls e la femminista Badinter, e i professionisti della laicità a geometria variabile, dell’equidistanza e della neutralità repubblicana, che però varia a seconda delle religioni. Perché subito dietro al tema laïcité, c’è la questione altrettanto infiammabile dell’islam a lacerare l’unità di intenti dei socialisti.

 

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Succede sempre così ultimamente: tocchi l’islam e il confronto sul piano delle idee lascia spazio al festival dell’anatema. Succede che una presa di posizione forte sulla laicità, fatto raro di questi tempi, si trasformi nel solito processo mediatico per islamofobia. “Invitiamo il primo ministro a ritornare alla lucidità”, hanno detto i promotori dell’appello #Nousommesunis pubblicato su Libération lo scorso 15 novembre, dove per “ritornare alla lucidità” si intende tapparsi la bocca. Tra i firmatari figura anche il Collectif contre l’islamophobie en France (Ccif), i cui metodi molto poco repubblicani per gonfiare le cifre sulla presunta esplosione dell’islamofobia in Francia sono stati denunciati dalla giornalista Isabelle Kersimon nel suo saggio controcorrente “Islamophobie: la contre-enquête”.

© FOGLIO QUOTIDIANO


ARGOMENTI ELISABETH BADINTER , MANUEL VALLS , FRANCIA , RELIGIONE , LAICITà , ISLAM

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