Donne, marijuana e psichedelia

Una rassegna delle copertine dei principali magazine internazionali. New York Times Magazine, Politico, Bloomberg Businessweek, New York Mag, Spectator, El País Semanal
Donne, marijuana e psichedelia

Il tema è dibattuto, ma la questione razziale in America non era così calda da decenni, dopo Baltimora, Charleston, e con l’incriminazione questa settimana di un poliziotto di Cincinnati per l’omicidio volontario di un ragazzo nero fermato per una multa. Il Magazine del New York Times la prende da un altro lato, quello degli impedimenti al diritto di voto dei neri. Anche questa è questione discussa e controversa, ma la copertina, con una bandiera americana sfilacciata, le interviste di gran peso del direttore Jim Rutenberg e la sistemazione magistrale dell’articolo nella versione online, da cliccare assolutamente rendono il magazine imperdibile.

 

 


 

In America è stata la copertina più discussa della settimana, probabilmente di tutta l’estate. Il New York Magazine ha messo insieme tutte le donne che hanno accusato il famoso comico Bill Cosby (quello dei “Robinson”) di stupro, ha chiesto loro di vestirsi di nero, le ha fotografate e le ha messe tutte in copertina. Sono 35, e anche se l’articolo di Noreen Malone (anche qui: da vedere la versione online) non aggiunge nessuna novità alle indagini su uno dei più grandi scandali del mondo dello spettacolo americano, vederle tutte insieme è impressionante.

 

 

 


 

Copertina psichedelica /1. Gli uomini più ricchi del pianeta da sempre si divertono a cercare di salvarlo. L’esempio più celebre è Bill Gates, che con la fondazione intitolata a lui e a sua moglie Melinda ha speso tanti miliardi e promosso la sua filosofia un po’ malthusiana e molto contraccettiva sui destini del pianeta. Secondo Gates per salvarci dobbiamo riprodurci di meno, e la sua fondazione ha perfino indetto un concorso per produrre il profilattico del futuro. Ma Bill non è il solo ai vertici della lista degli uomini più ricchi del mondo a condividere la passione per la contraccezione. C’è anche Warren Buffett, che in questi anni, in modo decisamente più discreto del suo collega, ha finanziato con cifre spropositate lo sviluppo di nuovi sistemi di contraccezione. Bloomberg Businessweek, con una copertina decisamente hippie, lo definisce “icona femminista”, mentre i movimenti pro life hanno un nuovo nemico potente.

 


 

Copertina psichedelica /2. La guerra contro la droga non se la passa molto bene in America, dopo una serie di leggi e sentenze che hanno legalizzato la marijuana in molti stati. Bruciare i campi della droga e stanare i piccoli spacciatori da ogni buco delle metropoli americane non è più una priorità per l’Amministrazione Obama, e così il Magazine di Politico, in una copertina online che sembra un perfetto manifesto per Woodstock (foglia di marijuana bianca su sfondo multicolore) racconta di come la Dea, l’antidroga americana, da ente governativo intoccabile e con poteri infiniti oggi si senta abbandonata, con i fondi tagliati di netto e la brutta sensazione che l’epopea dei superagenti antidroga sia ormai finita.

 

 


 

Politico Europe lo definisce l’uomo più potente della Gran Bretagna. Non è David Cameron, ma il suo cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, che il magazine inglese Spectator raffigura come una grande piovra che con i suoi tentacoli avvolge Westminster e stritola il sindaco di Londra Boris Johnson, nemico e amico in campo conservatore. Lo Spectator mostra un grafico piuttosto eloquente. Da anni Johnson è il candidato strafavorito per la successione di Cameron alla guida dei conservatori inglesi, con il ministro dell’Interno Theresa May al secondo posto e Osborne lontano terzo. Ma dopo le elezioni stravinte dai Tory, le quotazioni di Osborne sono schizzate in alto, e oggi gli inglesi vogliono lui a succedere Cameron. Niente male per uno che fino a pochi anni fa in molti giudicavano destinato al fallimento.

 


 

Il settimanale, il Semanal del giornale spagnolo País mostra in copertina l’iconico Cristo di Rio de Janeiro tutto gocciolante di petrolio. il Brasile, racconta il magazine, si è svegliato male dal sogno di diventare una potenza petrolifera, a causa del crollo del prezzo del petrolio, di difficoltà strutturali e soprattutto dello scandalo più grande della sua storia, quello che ha trasformato la compagnia petrolifera di stato Petrobras dalla più grande in America latina a un gigante azzoppato. “Eravamo come una Ferrari lanciata a tutta velocità, ma senza benzina né ruote”, dice un sindaco brasiliano al País. Adesso la presidente brasiliana Dilma Roussef rischia di trovarsi al volante di una Panda.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi