I migranti sono un problema europeo, dice Renzi. Guai per Tsipras nel suo partito

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli da Washington Post, Bloomberg, Guardian, Spiegel, Les Echos e New York Times
I migranti sono un problema europeo, dice Renzi. Guai per Tsipras nel suo partito

Renzi: l'emergenza migrazioni non è italiana, è europea
Londra, 24 giu 08:27 - (Agenzia Nova) - "Dobbiamo rispondere alla paura con il coraggio politico", afferma il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, in un articolo pubblicato sul quotidiano britannico "The Guardian" sulla crisi migrazioni e sui timori alimentati dalla demagogia. Il capo del governo di Roma rivendica con orgoglio il salvataggio di innumerevoli persone nel Mediterraneo negli ultimi mesi e ringrazia quegli "angeli del mare" che "rendono l'Europa un posto migliore". Al tempo stesso, riconosce che "non c'è abbastanza posto per tutti" e dichiara che "chi non ha il diritto di restare in Europa deve essere rimpatriato". Oltre a fare di più dal punto di vista della cooperazione internazionale, a suo parere "l'Europa deve avere una strategia. E deve essere chiara". "Il problema di oggi – aggiunge – non è che l'Italia affronti questa emergenza da sola". Il punto politico è che l'Unione Europea deve "dare prova dei valori in cui crede" e per i quali è stata fondata.

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Mediterraneo: salvati più di 2700 profughi dal naufragio
Berlino, 24 giu 08:27 - (Agenzia Nova) - In meno di due giorni e con 18 interventi, le squadre di soccorso europee nel Mediterraneo hanno portato il salvo più di 2700 profughi di fronte alla costa libica. La Guarda Costiera italiana ha coordinato l'azione, cui hanno preso parte molte navi mercantili internazionali così come le forze di intervento della Marina europea e dell'operazione di Frontex "Triton".

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Marine Le Pen torna a chiedere il respingimento dei migranti in mare
New York, 24 giu 08:27 - (Agenzia Nova) - Marine Le Pen, leader del Front National francese è tornata a chiedere il respingimento dei barconi dei migranti verso i porti d'imbarco in Nordafrica nel corso di un'intervista concessa a "Bloomberg". “Dobbiamo prestare soccorso in mare affinché le persone non muoiano, ma poi dobbiamo riportarle indietro ai porti di partenza”, sostiene la leader del partito di destra francese, a cui parere, “se applicassimo questa politica per qualche settimana, nessuno metterebbe più a rischio la propria vita per attraversare il Mediterraneo”. In Francia, sottolinea l'agenzia di stampa Usa, il Front National e le sue posizioni sono sempre più popolari, e gli ultimi sondaggi confermano che Le Pen potrebbe aspirare al ballottaggio alle elezioni presidenziali del 2017. Negli ultimi anni la leader politica 46enne ha lavorato assiduamente per migliorare l'immagine del partito e allontanarlo da posizioni xenofobe e radicali, anche a costo di uno scontro diretto col padre e fondatore del movimento, Jean-Marie. Il Front National, però, non ha rivisto la propria posizione di chiusura sul tema dell'immigrazione, e ne ha anzi fatto un cavallo di battaglia politico, specie con l'esplosione della crisi migratoria a partire dallo scorso anno. Secondo la Le Pen, le centinaia di migliaia di migranti africani e mediorientali giunti in Europa a partire dallo scorso anno sono attratti soprattutto dal “generoso stato sociale” concesso da paesi come Francia e Italia, che però non riescono più a garantirlo nemmeno ai loro cittadini. “Se i migranti giungono qui oggi, è perché la Francia (…) offre una sistemazione, cibo, educazione e assistenza sanitaria gratuita”, o per meglio dire, a spese dei contribuenti. Secondo la politica francese, però, la Francia “non ha più risorse. Dobbiamo inviare un messaggio forte: non possiamo più accogliervi, non ne abbiamo più i mezzi. Abbiamo sette milioni di disoccupati e nove milioni di poveri, la festa è finita”. Come sottolinea "Bloomberg", però, l'intransigente posizione di Le Pen sul tema dell'immigrazione non è più una esclusiva del suo partito. Anche l'ex presidente e leader dei Repubblicani francesi, Nicolas Sarkozy, ha adottato una retorica simile, paragonando i flussi migratori a un guasto idrico che finisce per allagare le stanze di una abitazione e chiedendo una rinegoziazione degli accordi di Shengen per “riacquistare il controllo delle nostre frontiere”.

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Expo Milano 2015: per il ministro Martina è possibile raggiungere la "fame zero"
Rio de Janeiro, 24 giu 08:27 - (Agenzia Nova) - Nel corso di un forum internazionale organizzato nell'ambito di Expo Milano 2015, il ministro italiano delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, ha dichiarato che la fine della fame nel mondo è un obiettivo possibile per questa generazione, se si adottano le "giuste strategie". "Vogliamo essere la generazione della 'fame zero'", ha continuato il ministro, sostenendo che l'Esposizione universale in corso a Milano, "aiuterà a trovare risposte concrete" alla malnutrizione, alla protezione della biodiversità e allo spreco alimentare. Secondo Martina, il primo passo in questa direzione è la firma del protocollo di Milano da parte dei leader e delle organizzazioni internazionali, che dovranno adottare norme e politiche nazionali e globali al fine di garantire un futuro più sostenibile e più equo. Il progetto, realizzato da associazioni, organizzazioni non governative e aziende di tutto il mondo, è stato presentato ufficialmente in occasione del forum, tenutosi nei giorni scorsi e al quale hanno partecipato oltre 50 ministri e 370 delegati provenienti da 115 paesi.

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Bank of China si dice pronta a collaborare con le autorità giudiziarie italiane

New York, 24 giu 08:27 - (Agenzia Nova) - Bank of China, implicata nelle indagini della Procura di Firenze sulle pratiche miliardarie di riciclaggio di denaro ed evasione fiscale delle comunità cinesi in Italia, si è detta pronta a collaborare con le autorità italiane. La banca di Stato cinese ha diffuso un comunicato ieri specificando di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia da parte delle autorità italiane; il segretario del gruppo bancario, Yeung Cheung Ying, ha dichiarato però che la banca “fornirà tempestive comunicazioni in conformità con le leggi e le normative rilevanti”. Le autorità giudiziarie italiane hanno indagato nell'ambito dell'inchiesta ben 297 persone, per la maggior parte residenti in Italia, inclusi quattro dirigenti della filiale milanese di Bank of China. I procuratori ipotizzano il riciclaggio di proventi di attività illecite per 4,5 miliardi di euro.

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L'Italia nega ogni coinvolgimento nella "rendition" della Cia dell'imam egiziano Abu Omar
Londra, 24 giu 09:43 - (Agenzia Nova) - L'Italia, riferisce il quotidiano britannico "The Guardian", ha negato ogni coinvolgimento nell'operazione di "rendition" della Cia con la quale fu sequestrato a Milano e trasferito in Egitto nel 2003 l'imam egiziano Abu Omar, sospettato di legami con il terrorismo. L'avvocato Paolo Accardo, che rappresenta il governo di Roma, ha dichiarato alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo che l'uomo è stato catturato esclusivamente dagli agenti segreti statunitensi e che non è mai stato nelle mani delle autorità italiane.

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Roma aiuta le banche a gestire i crediti deteriorati
Parigi, 24 giu 09:43 - (Agenzia Nova) - Il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi martedì ha annunciato assieme al suo ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan una serie di misure volte ad aiutare le banche del paese a gestire i loro crediti a rischio per rilanciare l'attività del credito alle imprese in Italia: il governo ha approvato un decreto d'urgenza che accelera le procedure di fallimento dei debitori ed i particolare la confisca dei loro beni accantonati a garanzia dei prestiti.

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Crisi greca, le resistenze del partito di Tsipras mettono in dubbio il raggiungimento di un accordo
New York, 24 giu 09:43 - (Agenzia Nova) - Il raggiungimento di un accordo tra la Grecia e i suoi creditori europei non è affatto scontato, come è parso in un primo momento dopo il summit straordinario convocato in Lussemburgo lunedì scorso. Il premier greco Alexis Tsipras, infatti, deve fare i conti con le resistenze interne al suo stesso partito radicale di Syriza, che non sembra voler accettare il ruolo assegnatogli dal copione degli estenuanti tiremmolla negoziali degli ultimi mesi. Diversi legislatori greci della maggioranza di governo hanno criticato duramente le concessioni della Grecia ai suoi creditori, e hanno dato tutt'altro che per scontato il loro sostegno a un accordo in caso di voto parlamentare. Uno dei deputati di Syriza, Ioannis Zerdelis, ha dichiarato che votare l'accordo sulla base dei suoi attuali contenuti costituirebbe per il partito un “problema morale”. Un altro legislatore della maggioranza, Ioannis Michelogiannakis, intervistato dalla televisione nazionale greca, ha addirittura descritto alcune delle proposte contenute nella bozza dell'accordo alla stregua di “crimini” contro i cittadini greci. Tsipras tornerà oggi a Bruxelles per incontrare i leader dei paesi creditori a margine di un incontro dei ministri delle Finanze europei. L'incontro è stato richiesto proprio dai creditori, che mantengono alcune perplessità riguardo le proposte di riforma avanzate dal governo greco come contropartita per la prosecuzione degli aiuti necessari a scongiurare il default sovrano. Tuttavia – sottolinea il “New York Times” - a prescindere dall'esito dei negoziati a Bruxelles, Tsipras dovrà comunque vende un eventuale accordo al suo partito, che ora lo accusa apertamente, assieme ad alcune formazioni della minoranza parlamentare, di perpetuare l'austerità anziché rigettarla. E' anche vero, come ha spiegato il portavoce del premier Tsipras, Gavriel Sakellaridis, che a prescindere dai contenuti dell'accordo, il governo potrebbe quasi certamente ottenerne l'approvazione parlamentare col sostegno trasversale di parti dell'opposizione, venendo però meno alla retorica e alle rivendicazioni di superiorità morale che ne hanno caratterizzato l'ascesa elettorale nel pieno della crisi.

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