Perché la corsa dell'auto elettrica è una manna per il settore minerario

Cobalto, litio & co. Cosa si muove dietro la smania delle maggiori potenze economiche di ridurre le automobili a benzina e diesel

Perché la corsa dell'auto elettrica è una manna per il settore minerario

Foto LaPresse

Roma. La smania delle maggiori potenze economiche di ridurre le automobili a benzina e diesel nei prossimi anni sta provocando una corsa mondiale per l’approvvigionamento dei minerali necessari sia alle batterie per i veicoli elettrici sia ai dispositivi che limitano le emissioni dei motori tradizionali con relativo aumento dei prezzi.

 

In seguito allo scandalo internazionale dieselgate, l’accusa di avere truccato i dispositivi per il controllo delle emissioni dei motori diesel, il gruppo tedesco Volkswagen ha manifestato l’intenzione di spendere 70 miliardi di euro per l’elettrificazione di trecento modelli entro il 2030 e di diventare il primo produttore di veicoli elettrici entro il 2025. Per avviare una produzione massiccia, Volkswagen ha tentato di aggiudicarsi l’approvvigionamento pluriennale di cobalto, componente importante degli accumulatori a ioni di litio, nella Repubblica democratica del Congo, dove viene estratto più del 60 per cento del quantitativo mondiale. L’offerta della casa auto è stata giudicata troppo bassa, e quindi per il momento rifiutata. L’americana Telsa di Elon Musk e la rivale tedesca Bmw sono anch’esse in corsa per conquistare le miniere africane, dominio di pochi produttori tra cui l’anglo-svizzera Glencore e la cinese China Molybdenum.

 

Un altro metallo che scatena appetiti è il litio. Il suo mercato vale attualmente 2,5 miliadi di dollari, una frazione rispetto al minerale di ferro, essenziale all’industria siderugica, che vale 86 miliardi l’anno. Ma è destinato a crescere e la contesa più vivace per ottenerlo sta avvenendo in Australia, attualmente il maggiore produttore mondiale. Sono ingolosite le compagnie cinesi in particolare. A settembre il costruttore Great Wall si è aggiudicato un contratto per operare insieme alla compagnia mineraria australiana Pilbara Minerals e così assicurarsi la fornitura di litio per le sue automobili elettriche. Great Wall costruisce circa un milione di auto l’anno e ha intenzione di sviluppare 500 mila veicoli elettrici-ibridi nei prossimi cinque anni. Circa il 55 per cento della produzione globale di batterie al litio, non solo per automobili ma anche per generazione di corrente elettrica, hanno sede in Cina, mentre il 10 per cento è negli Stati Uniti. La capacità complessiva annua sarebbe tre volte maggiore quella ipotizzata dalla Gigafactory di Tesla in Nevada. Secondo gli operatori del settore, si tratta della maggiore espansione dell’offerta di litio di sempre e probabilmente la domanda è al momento sottostimata.

 

Ieri il prezzo del nichel è schizzato ai massimi da due anni sulle aspettative di una sempre maggiore domanda da parte dei produttori di batterie ricaricabili di nuova generazione che ne fanno un uso intensivo. “Non sono in gioco soltanto cobalto e litio ma anche gli altri componenti delle batterie, e ciò ha a che vedere soprattutto con il nichel, che è considerato sottovalutato rispetto agli altri metalli ed è quello che può beneficiare di più [della richiesta]”, secondo un’analisi di Commerzbank. La banca svizzera Ubs ha appena pubblicato un rapporto in cui considera il nichel tra le materie prime più promettenti tra i prossimi due e cinque anni dal momento che ipotizza un incremento esponenziale dell’uso delle auto elettriche da qui al 2025.

 

Ipoteticamente in contrasto con questa tendenza c’è il revival del palladio, metallo usato come catalizzatore nelle marmitte dei veicoli a benzina. Il palladio è stato la migliore materia prima sul mercato quest’anno con un incremento del prezzo del trenta per cento circa, meglio degli altri metalli contrattati secondo Bloomberg. Gli analisti tuttavia ritengono che il rialzo abbia un appeal speculativo più che motivato dalle richieste dell’industria automobilistica. Con un’ottica di lungo termine sembra che per il palladio questo sia uno degli ultimi salti di gioia dal momento che ha pochi usi fuori dall’industria automobilistica. Per metterla come Matthew Turner, analista di Macquarie, “è interessante che sia la commodity migliore mentre è ben più visibile all’orizzonte quello che sembra distruggerlo”, l’auto elettrica.

 

C’è forse dell’altro all’orizzonte. L’euforia di governi e mercati per la mobilità a batteria, quindi “verde”, in contrasto con l’automobile tradizionale demonizzata per i livelli di inquinamento, non si è ancora scontrata con l’opposizione ambientalista per lo sfruttamento delle miniere che sono essenziali al sostentamento dell’industria. Accadrà?

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    10 Novembre 2017 - 15:03

    E come faceva , Tesla, in vita, prima di essere messo(dopo morto) fra le 70 persone più influenti d'America; quando, cioè, nonostante la proposta di Nobel ex-aequo con Edison (rifiutata) era considerato un pazzo visionario; come faceva, Tesla, ad affermare che l'etere conteneva energia ampiamente sufficiente per far muovere i veicoli, arrivando a costruire un prototipo funzionante ancora esistente ma ben ben tenuto nascosto e dimenticato? Ah, sì: quel prototipo non era certo bello come la tesla di oggi ma novant'anni fa era decisamente all'avanguardia..

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  • fabriziocelliforli

    10 Novembre 2017 - 14:02

    Oltre che ambientalista mi auguro che l'opposizione sia anche antischiavista

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  • ONrini

    05 Novembre 2017 - 20:08

    La corsa al litio durerà poco, le batterie al litio inquinanti verranno presto sostituite da quelle più convenienti al vetro-sodio (vedi su Internet) che non solo avranno costi irrisori e con potenza superiore di tre volte ma con tempi di ricarica completa ridotti a mezz'ora invece delle 6/8ore di quelle inquinanti al litio.

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  • luigi.desa

    05 Novembre 2017 - 15:03

    C'è un grave errore concettuale nel mettere a confronto l'auto motore a scoppio e auto motore elettrico ,c'è ancora possibile la opzione ,se la scienza e la tecnologia si impegnano, al motore a vapore pochissimo costoso nell'esercizio e sommamente pulito.luigi de santis

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