Padoan al Foglio: “Serve una battaglia trasversale contro i declinisti”

Il messaggio del ministro dell'Economia alla Festa del Foglio: “Oggi in Italia ci sono buone ragioni per essere ottimisti”

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Mi fa molto piacere essere qui con voi, seppure indirettamente, al Festival dell'Ottimismo. A volte mi si accusa di essere troppo ottimista, essendo io un economista e quindi appartenendo a quella che viene chiamata la “scienza triste”. Invece io credo nell'ottimismo e francamente, oggi, ci sono buone ragioni per essere ottimisti nel nostro Paese. Lo dicono le cifre. Si cresce di più. La crescita è più elevata e più sostenibile. C'è molta più occupazione, di buona qualità, in gran parte a tempo indeterminato. C'è più stabilità. Sia nella finanza pubblica, sia nel sistema bancario che ha attraversato la più grande crisi di questo dopoguerra e che è stato messo al sicuro da azioni di governo. E adesso, con il pil, sta riprendendo a prosperare.

 

Ma c'è un'altra cosa che vorrei dire a proposito dell'ottimismo: l'ottimismo può nascondere un rischio. Quello di lasciarsi andare, di accontentarsi dei primi risultati, come quelli che stiamo osservando, e dire basta, mi fermo qui. Questo sarebbe, secondo me, un grave errore. Bisogna invece insistere nella strategia di crescita, nella stabilità, di riforme strutturali. Bisogna ricordarsi che questa legislatura che sta finendo sta dando a quella che verrà un quadro complessivo molto più solido di quello che aveva ricevuto dalla precedente.

 

Quindi costruiamo sul successo. L'ottimismo alimenta se stesso e quindi non bisogna fermarsi. Se ci si ferma si rischia di tornare indietro.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    22 Ottobre 2017 - 08:08

    Condivido in pieno le parole di Padoan sia nella prima parte, quella in cui parla dell'effettivo miglioramento dell'economia sia in quella in cui mette in guardia da chi chiede la luna come se improvvisamente fossimo diventati benestanti (i sindacati camussi-landiniani). Tuttavia vorrei dare sommessamente un consiglio a Padoan e al governo tutto, comunicate meglio e più diffusamente lo stato delle cose negli altri paesi UE perchè molti italiani credono che negli altri paesi europei le cose vadano assai meglio che da noi. Ad esempio gli italiani non sanno che la percentuale di lavoratori attivi in Germania è altissima ma fra questi molti sono i cosiddetti lavoratori da 1 euro al giorno. Gli italiani non sanno che i proprietari di case negli altri paesi europei non raggiungono generalmente neanche il 40% dei cittadini mentre in Italia siamo all'80%. Non sanno che nella floridissima Svezia c'è un grave problema per le abitazioni e si è creato un enorme mercato nero. Fatelo sapere.

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  • r.carletti73@gmail.com

    r.carletti73

    21 Ottobre 2017 - 18:06

    Parole giustissime da mettere in pratica nei dettami delle agende di tutti noi ogni giorno

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