La sfida del rapporto tra pubblico e privato per ridare vita a Roma

La riscossa del quartiere Eur nonostante il degrado della capitale e la paralisi della giunta. Numeri e esempi

La sfida del rapporto tra pubblico e privato per ridare vita a Roma

foto LaPresse

Se Roma è in preda al degrado e alla paralisi decisionale della giunta grillina, un suo quartiere-simbolo fa eccezione: parliamo dell’Eur. La cui riscossa, economica e non solo, è affidata all’omonima società per azioni, a capitale pubblico – 90 per cento ministero dell’Economia, 10 Campidoglio – che ha la proprietà, la gestione e soprattutto la messa a profitto degli edifici iconici realizzati per l’E42 mussoliniana, i parchi, il laghetto, tutto per anni terreno di scorribande, clientele e maxi-buchi di bilancio ad opera soprattutto delle amministrazioni comunali precedenti.

 

Da dicembre 2015 di Eur Spa – ex Ente Eur – è amministratore delegato Enrico Pazzali, 53enne milanese, bocconiano ed ex ad della Fiera di Milano, dopo una carriera dirigenziale in aziende private (Shell, Compaq, Vodafone), e dal 2013 vicepresidente della European Major Centres Association, che riunisce i 22 maggiori centri espositivi d’Europa. Prima c’era Riccardo Mancini, nominato da Gianni Alemanno quando era sindaco (cioè dall’azionista di minoranza) e finito agli arresti nell’inchiesta sul “Mondo di mezzo”.

 

Il compito di Pazzali però non è solo quello di ribaltare l’immagine di un’azienda discussa, e di rispettare i corretti rapporti tra azionisti (operazione riuscita), ma soprattutto di realizzare, proprio a Roma, la migliore sinergia, e il migliore business, tra proprietà pubblica e clienti privati.

 

Per parlarne cominciamo dall’edificio che littorio non è, ma egualmente simbolico, la Nuvola di Massimiliano Fuksas, ufficialmente Roma Convention Center, inaugurato da Matteo Renzi il 29 ottobre 2016 dopo otto anni di lavori, ritardi, rialzi dei prezzi e due metri in più di ingombro del marciapiede che hanno prodotto altre polemiche e altri ricorsi. Poteva, secondo il sentiment conservazionista-piagnone, essere un’altra cattedrale nel deserto, invece si sta rivelando un ottimo investimento, oltre a un affascinante e raro innesto di architettura contemporanea in tutta Roma.

 

“Contiamo di chiudere in utile già questo primo anno di esercizio” dice Pazzali al Foglio. “Una cifra ancora inferiore al milione, ma l’avviamento ci incoraggia a credere che la Nuvola sarà un ottimo affare da qui agli anni a venire, e consentirà di recuperare l’investimento, al netto dei contenziosi da risolvere”. In meno di un anno la Nuvola è stata scelta da Audi per il lancio di nuovi modelli, da Asus per la presentazione europea del nuovo telefono, da esposizioni come Cybertech Europe 2017, da Oil&nonoil, fiera del settore dei carburanti. Oltre 20 eventi e 130 giorni di occupazione, che diventeranno 155 nel 2018 compreso l’Iba, il congresso mondiale degli avvocati, con 6 mila delegati, mentre nel 2021 arriverà il congresso mondiale di Neurologia con 9 mila partecipanti e 4 mila accompagnatori, e nel 2022 il congresso internazionale di Chirurgia della spalla e del gomito, 3 mila partecipanti previsti. In più ci sono le visite guidate che hanno registrato anche un ritmo di 100 prenotazioni al minuto e 1.500 visitatori al giorno. “Il beneficio è soprattutto per l’indotto, i congressisti e i loro accompagnatori spendono in media 1.400 euro al giorno e ne beneficiano i trasporti, lo shopping, gli alberghi, i ristoranti, il centro storico”, spiega Pazzali, benché la capitale sconti il solito gap: “La concorrenza è agguerritissima, ogni anno si tiene una borsa congressi dove ci misuriamo con Londra, Parigi, Barcellona e ora anche Milano. Ma credo che Roma abbia spazio per recuperare, se non altro per i ritardi accumulati. L’importante però è che ci sia una continuità amministrativa, che progetto e modello resistano indipendentemente dalle giunte e dai governi. Il criterio giusto è quello del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, che nella cultura punta sulle sinergie con i privati e pone ai manager pubblici obiettivi precisi da realizzare. Si passa dalla mera conservazione alla valorizzazione”.

 

L’Eur però è anche un quartiere simbolo del razionalismo fascista, quello bersagliato dal New Yorker, la cui sede di Manhattan è appunto in puro stile razionalista, così come l’architettura del Rockefeller Center è razionalista-decò con murali vagamente socialisteggianti-rooseveltiani (di regime pure quelli?). Così la sede di Eur Spa è nel Palazzo Uffici, il cui progetto del 1937 compie 80 anni; terminato nel ’39, è stato il primo edificio mussoliniano a diventare operativo.

 

Ancora più iconico è il Palazzo della Civiltà Italiana, il metafisico Colosseo Quadrato di Ernesto Lapadula e Giovanni Guerrini, inaugurato il 30 novembre 1940 e mai utilizzato finché Eur Spa l’ha restaurato assieme ai Beni Culturali: dal 2013 è in affitto per 15 anni alla Fendi del gruppo francese Lvmh. La maison vi ha trasferito il quartier generale italiano, uno showroom e un museo al primo piano. “E’ un’operazione importante non solo per il recupero e l’illuminazione che risolleva l’intero quartiere” dice Pazzali “ma anche perché l’edificio è diventato meta dei grandi buyers, i maggiori clienti professionali di Fendi. Sarebbe importante, ed è una delle mie priorità, convincere altre multinazionali a trasferirsi all’Eur, dopo che gruppi come Sky e Shell hanno traslocato dalla capitale”. Oltre al “b to b” (business to business) Pazzali sta sviluppando il “b to c” (business to consumer), cioè la parte di intrattenimento. Il vecchio Luneur è stato riaperto a fine 2016, con gestione a Cinecittà Entertainment, mentre alla privata Mare Nostrum srl, su un'area data in concessione da Eur SpA, è affidata la realizzazione in partnership del nuovo acquario che sorgerà sotto al laghetto (le cui cascate e passerella sono stare ripulite e riaperte). In questo caso l’obiettivo è di fare della vecchia esposizione mussoliniana anche un’area attrattiva, “che non spenga le luci quando chiudono gli uffici”, come un po’ era stata fino agli anni Settanta. Pazzali tiene a ricordare “l’importante lavoro di Giuseppe Pignatone”, procuratore della Repubblica di Roma. Al di là della discussione se gli intrallazzi scoperchiati dall’inchiesta Mafia Capitale siano stati davvero mafiosi (la sentenza lo ha escluso), non c’è dubbio che l’ex Ente Eur godeva di pessima fama. “La trasparenza è la prima cosa che mi sono imposto, e l’obiettivo del profitto è un ottimo aiuto anche alla legalità. Questo dovrebbe essere presente a tutti, anche a chi blocca i nuovi skyline là dove è possibile realizzarli. Nessun cambio di amministrazione a Parigi si sognerebbe di rinunciare alla Défense, né a Londra il sindaco laburista ha rinnegato la City Hall di Norman Foster, che fa parte della nuova scintillante area di business e intrattenimento nel south end del Tamigi”.

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