Così Boeri diventa lo “sceriffo“ dei finti malati

Più controlli, mirati, sui dipendenti pubblici e un nuovo algoritmo che renderà le visite più efficienti. Ecco il nuovo "polo unico" per le visite fiscali dell'Inps

Così Boeri vuole --- i finti malati

Il presidente dell'Inps Tito Boeri (foto LaPresse)

Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, ha presentato il nuovo sistema con cui, a partire dal primo settembre, l'istituto effettuerà le visite fiscali. Si tratta di un sistema informatizzato che trasformerà l'istituto in un "polo unico" da cui partiranno i controlli per i dipendenti pubblici e per quelli privati. Già adesso l'Inps riceve tutti i certificati medici rilasciati a chi si assenta per malattia, ma fino ad oggi si è occupato di effettuare le visite fiscali ai dipendenti del settore privato e, solo in caso di richiesta da parte della pubblica amministrazione, anche a quelli pubblici, di cui altrimenti si occupavano le Asl. D'ora in poi non sarà più così. Boeri ha spiegato che i controlli non saranno casuali ma mirati e, soprattutto, le visite potranno partire anche d'ufficio (oltre che su richiesta del datore di lavoro).

  

Il numero di visite, ha sottolineato il presidente dell'Inps, “sarà molto alto” ed “è possibile” che il dipendente in malattia possa essere sottoposto al controllo anche più volte al giorno. Saranno soprattutto i dipendenti pubblici quelli sotto osservazione visto che, secondo i dati elaborati dall'Inps e relativi al 2015, con quasi 11 giorni di malattia pro capite, il settore conta il doppio dei permessi rispetto a quello privato, che ne ha in media 5. I controlli che l'Inps ha in programma dovrebbero superare quota 300 mila e le risorse messe in campo sono 17 milioni di euro nella prima fase e 50 milioni di euro una volta entrati a regime.

  

A stabilire a chi e quando mandare i medici fiscali sarà un “sofisticato data mining” che elabora serie storiche di decine di milioni di eventi di malattia: una sorta di algoritmo contro le false malattie che valuterà quali persone controllare “guardando all'esperienza e ai fattori di rischio specifico, ai casi di abuso e di comportamento opportunistico, alle storie individuali. Concentreremo le visite in alcuni giorni per rendere i controlli maggiormente efficaci”.

  

Per completare il cambiamento derivante dalle nuove disposizioni c'è ora bisogno di un decreto che stabilisce le fasce di reperibilità dei lavoratori. A riguardo Boeri ha detto che uniformare gli orari tra pubblico e privato “è molto importante per aumentare l'efficienza dei nostri controlli e dell'attività dei medici”. Questo significherebbe portare la reperibilità a 7 ore anche per i dipendenti privati, come già avviene nel pubblico, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. “Avere fasce di reperibilità diverse tra pubblico e privato può comportare una gestione delle visite non uniforme. I medici che si trovano ad uscire per fare controlli nel privato non possono fare gli stessi controlli nell'ambito pubblico”. Intanto anche i medici dovranno abituarsi a delle novità. Lavoreranno infatti a stretto contatto con un sistema informatico che dovrebbe rendere il loro lavoro più efficiente: ogni giorno, entro le prime ore del mattino, i medici riceveranno sul loro tablet il programma delle visite da effettuare, combinate tra controlli d’ufficio e quelle richieste dai datori di lavoro. Il software dovrebbe anche assegnare le visite in modo intelligente minimizzando i percorsi di ogni medico.   

   

Tutti i dati raccolti dall'Inps saranno disponibili da gennaio 2018 attraverso il lavoro di un osservatorio statistico che darà sistematicamente informazioni sulle assenze per malattie, sulle certificazioni, sul numero di giorni di malattia e sull'esito delle visite sia nel settore pubblico che privato, per genere e classi di età. 

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Commenti all'articolo

  • carlo schieppati

    30 Agosto 2017 - 20:08

    Tito Boeri c'ha l'algoritmo giusto. E il braccialetto elettronico?

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