Perché la Francia diffida dell'Italia

Basta con le dietrologie. La partita sui cantieri francesi, che ieri Macron ha deciso di nazionalizzare, ci costringe a rispondere a una domanda: in Italia, lo stato azionista è affidabile nella gestione delle sue aziende? Svolgimento

Claudio Cerasa

Email:

cerasa@ilfoglio.it

Perché la Francia diffida dell'Italia

Fincantieri (foto LaPresse)

Mettiamo da parte le dietrologie, le contraddizioni dell’operazione, la virata improvvisa della Francia, lo spiazzamento dell’Italia, il crollo delle azioni in Borsa, la tentazione della grandeur, la svolta di Macron, e proviamo a concentrarci per un attimo su un punto vitale: perché noi? Quando martedì prossimo il ministro dell’Economia italiano, Pier Carlo Padoan, e il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, incontreranno a Roma il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, per discutere, forse per l’ultima volta, il dossier relativo...

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    30 Luglio 2017 - 22:10

    Potete provare ad arrampicarvi sugli specchi finché volete, ma questo è il vostro Macron, europeista in trasferta e sovranista in casa, nient'altro che un Sarkozy 2.0 (vedi guarda caso il dossier Libia). Come direbbe Sechi (quanto manca!), bentornati nella realtà.

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  • giorgionapolitan

    29 Luglio 2017 - 01:01

    se almeno questo schiaffone ci fosse di insegnamento.....!

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    28 Luglio 2017 - 16:04

    Al direttore – Il nodo politico-culturale, la nostra palla al piede, è racchiuso nell'avversione congenita di non considerare l’alternanza al governo come naturale espressione di democrazia. Questo baco deriva dal fatto che “gli interessi nazionali” sono stati sostituiti dagli interessi di parte. Manca la cultura del come “governare un popolo”, Tutto si riduce alla coltivazione del proprio orto. Ovvio che l’alternanza al governo sia vista come un sopruso di una parte sulle altre. Surreale, ma è così.

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    28 Luglio 2017 - 16:04

    Egregio Direttore,mai avrei creduto dopo la"battaglia nazarenica abbondantemente persa ,Lei continuasse a prendere lucciole per lanterne sul contenzioso attuale (e atavico) Italia-Francia nelle sue articolazioni "Fincantieri" e "Libia": ieri con "Macronfobia" (come ti invento un concetto che è solo un rimando transmodaiolo,(come gli orinatoi aboliti sulle navi americane) e oggi con l'articolo che commento. Il Nostro gladiatore (con il "gladìolo") ha fatto un colpo di teatro(nazionalizzazione temporanea, vedi ultima riga) a uso inteno:ha "accarezzato la sinistra"Melancion l'avrebbe fatto"(Le Monde),Bruno Retailliant è entusiasta"(destra) e"pensare che neanche i sindacati l'avrebbero voluta"(Le Figarò"):sia Le monde che Le figaro, non discutono sugli Italiani infidi,come purtroppo fa Lei: La Cina (joint Cssc) cosa c'entra?Perchè i coreani erano angeli? Il Gladiolo ("temporanea") o fa sistema con Fincantieri o la sua cantieristica scoppierà: così i 7000 workers (e Melancion) che faranno?

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