E' l'austerità che ha creato i nuovi poveri, non le riforme

Le radici lontane di un fenomeno tutt’altro che nuovo. Come interpretare gli ultimi dati statistici sulla povertà

E' l'austerità che ha creato i nuovi poveri, non le riforme

Foto LaPresse

Si segnala da più parti che la povertà in Italia è alta ed è in aumento in alcune tipologie di famiglie. L’affermazione merita una analisi più approfondita che distinguiamo su alcuni temi, di fondo e di metodo. Quando è cominciata a crescere la povertà durante la crisi 2008-2014? Il trend prosegue o si è arrestato? Quali sono i segmenti della popolazione più colpiti? I dati statistici campionari cosa dimostrano e come vanno interpretati e integrati? Cominciamo da quest’ultimo punto.  ...

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  • maurizio guerrini

    maurizio guerrini

    18 Luglio 2017 - 16:04

    Eh no, caro Fortis! Lei vuol nascondere il re nudo, ma lo stratosferico dedito pubblico e l'irresponsabilità civile di chi l'ha creato e di chi ancora vorrebbe proseguire a crearne (Vero Renzi?) sono le vere e profonde cause della povertà che ci ammorba. Se avesse dubbi, immagini quante imprese possono ancora delocalizzare all'aumento delle tasse necessarie a ripianarlo. Tagli, tagli ed ancora tagli alla spesa improduttiva. Privatizzazioni che responsabilizzino i gestori del denaro. Questo servirebbe invece di proseguire verso il baratro cui ci ha destinato il perfido sodalizio fra grande finanza e politica, sugellato dai media nel pensiero dominante polcor, lgbt e tutto quello che serve a distruggere la famiglia, il nucleo del lavoro, del risparmio e di ogni società sana non destinata all'estinzione.

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  • giantrombetta

    18 Luglio 2017 - 12:12

    Lei, caro professore, ha naturalmente il sacrosanto diritto di esprimere le sue opinioni e illustrare le sue analisi, verso le quali non posso che manifestare rispetto. Mi consenta pero' di esprimere stupore e meraviglia nel constatare che sono ospitate sul Foglio. Il giornale che nelle scorse settimane ha consigliato l'acquisto, condividendone i contenuti, dell'ultimo bellissimo saggio in cui si dimostra che la cosiddetta austerità non produce povertà bensì solide incontrovertibili basi per la crescita, ovvero per l'unica via per produrre ricchezza che si conosca. Laddove per austerità si intenda il tenere i conti in ordine e non continuare a indebitarsi nell'illusione di non dover mai pagare il conto.

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