Perché fa figo oggi salire sul carro degli ottimisti

In Europa, nella nostra economia,nell'esercizio del potere, le cose tendono a migliorare. Era ovvio, visti certi risultati, ma è una sorpresa per tutti. O quasi

Perché fa figo oggi salire sul carro degli ottimisti

Foto di Paul Sableman via Flickr

Da parecchio tempo la scelta di Cerasa e di questo giornale è un ragionevole ottimismo. Non è stato così facile. La regola scritta e non scritta del giornalismo italiano è semplice: le cose vanno male, sempre peggio, e la colpa è del governo e delle istituzioni. Alle origini c’è la strana idea di Montanelli, uomo supremamente bravo e furbo, di considerare il lettore padrone del giornale. Indro doveva dire “cliente”, ma non suona altrettanto bene. Il padrone è il padrone,...

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Commenti all'articolo

  • maurizio guerrini

    maurizio guerrini

    17 Luglio 2017 - 11:11

    Evviva! Abbiamo finalmente trovato le formichine che riempiranno d'acqua il pozzo secco del debito pubblico italiano.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    16 Luglio 2017 - 19:07

    Al direttore - I fighetti ottimisti un tanto al chilo, sono dei poveracci. Quello del Foglio non è banale ottimismo. E’ un insieme equilibrato e fecondo: senso della misura, lucidità mentale che tiene a bada le militanze faziose e che non vive sul “tanto peggio, tanto meglio”. E’ l’impostazione culturale, finemente ironica anche se dissacrante, cosciente che la verità non appartiene a nessuno, è l’impegno a cercar di capire, evitando l’imbonire e l’aizzare, è una ampiezza, una proposta poliedrica di stimoli alla riflessione che fanno del Foglio/Sabato un unicum, estraneo alle brame grossolane dell’informazione di massa. La validità della ciliegia e dell’elefante, delle sue gentili e acute redattrici, dei suoi editorialisti, della redazione, del suo insieme, insomma, mi fanno scrivere: “I love Foglio”. Non è amore cieco e acritico, è il modo colloquiale per dire: “I think highly of them”

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