Quando Draghi chiude i rubinetti

S’avanza la fine del Qe e presto l’idea di crescere a debito sarà pura fantasia

Quando Draghi chiude i rubinetti

Mario Draghi (foto LaPresse)

L’annuncio che Mario Draghi tornerà a fine agosto al summit dei banchieri centrali di Jackson Hole, sulle Montagne Rocciose, rilancia le illazioni sull’imminente fine del Quantitative easing, l’acquisto di obbligazioni pubbliche e private della Banca centrale europea. Il Wall Street Journal si aspetta che proprio dal Wyoming arrivi lo stop: poco plausibile visto che il 7 settembre il board della Bce tornerà a riunirsi a Francoforte, ed è dalla sua sede istituzionale che arriveranno notizie ufficiali. Tuttavia sarà impossibile che...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, REGISTRATI e scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • maurizio guerrini

    maurizio guerrini

    17 Luglio 2017 - 11:11

    L'estate è finita senza che le cicale abbiano portato fieno in cascina. Buon lavoro alle formichine che dovranno riempire il vuoto fienile pubblico!

    Report

    Rispondi

  • giantrombetta

    15 Luglio 2017 - 11:11

    Pioverà' a dirotto sui nostri conti? E che importa, compreremo gli ombrelli magari dai vucumpra' ( o venditori forestieri, come e' politicamente più corretto dire). Ma i nuovi ombrelli ci costeranno molto cari, qualcuno dice una fortuna. Per ora stiamo sereni, fiduciosi di chi autorevolmente continua a ripeterci che abbiamo abbassato il debito pubblico. Poi uno legge che ier l'altro il nostro debito ha raggiunto un nuovo record storico.

    Report

    Rispondi

    • Lou Canova

      17 Luglio 2017 - 11:11

      Tutte le opposizioni in Italia sono sostanzialmente e da lunga pezza anti- fiscal compact (definito "recessivo" e "stupido", quando va bene), contro i vincoli europei di bilancio, a favore di politiche ancor più lasche di quelle messe in campo dagli esecutivi post-2013. La polemica sui record del debito pubblico, che per altro condivido, può essere presa sul serio se viene da un Monti, al limite, non certo quando a propalarla sono esponenti leghisti, grillini o forzisti.

      Report

      Rispondi

  • giantrombetta

    15 Luglio 2017 - 11:11

    Complimenti per la corretta conclusione. Che impone pero' una chiosa: che ne sarà dei nostri conti dal gennaio del 2018, tanto per fare una data? Game over, ammonite giustamente. E tutti lo sanno, che i giochi sul nostro debito pubblico stanno per terminare, con le conseguenze per i conti che e' facile prendere. Quando dico tutti includo naturalmente pure politici e governanti, che però fingono sciaguratamente di ignorarlo, per poi magari raccontarci d'esser di fronte all'ennesima drammatica emergenza. Follia pura. Da noi da tempo tutto e' improvvisa emergenza, pure la pioggia che cade dopo che il cielo s'era riempito di nere nubi. E chi poteva mai immaginarlo che piovesse? Poveri noi.

    Report

    Rispondi

Servizi