L'unica nostra alternativa è crescere

Basta inutili dibattiti tra declinisti e trionfalisti. Serve un piano industriale per riagganciare i grandi paesi europei e concentrare ogni euro disponibile su imprese e competitività. E serve il supporto del Pd per spronare la classe dirigente

L'unica nostra alternativa è crescere

Paolo Gentiloni, Emmanuel Macron e Jean Claude Juncker (foto LaPresse)

Il bel reportage di Marco Fortis sul vostro giornale mette in luce, finalmente, i tanti punti di forza che abbiamo soprattutto nell’export e nell’innovazione. Un pezzo di paese ha agganciato la domanda internazionale e sta accelerando sulla strada della crescita. Il merito va a tanti straordinari imprenditori e professionisti ma anche ai provvedimenti pro crescita del Governo Renzi e di quello Gentiloni. Il punto però è che questa porzione d’Italia resta troppo limitata e non riesce a trascinare con sé...

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    06 Luglio 2017 - 01:01

    La nostra crescita così asfittica da dover esser correttamente letta nel contesto economico europeo come arretramento e il nostro mancato abbattimento del debito pubblico che ci costerà nell'imminente 2018 un prezzo molto salato dipende dal fatto che il buon operare di chi ci governa purtroppo " stenta a diventare racconto politico?" Che delusione, ministro Calenda. A parte che proprio non capisco cosa si intenda per racconto politico, non ho purtroppo più l'età per sentirmi raccontare fiabe.

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  • maurizio guerrini

    maurizio guerrini

    05 Luglio 2017 - 15:03

    .......quando si dice di chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati ! Pensiamo all'arte, alla gastronomia ed al turismo che è meglio.

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  • Giovanni Attinà

    05 Luglio 2017 - 12:12

    I propositi del ministro Calenda non trovano riscontro nelle priorità del governo di cui lui è ministro. Questa è la realtà.

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  • Giovanni

    05 Luglio 2017 - 09:09

    Caro ministro, occorre lanciare un traguardo, un obiettivo che coinvolga tutto il paese, che entusiasmi gli animi. L'obiettivo è: PIL a quota 2300 miliardi entro la fine del 2018. Se si raggiungesse questa quota ( e l'Italia può farcela), senza ovviamente far aumentare il debito, il rapporto scenderebbe al 100% e il nostro paese rientrerebbe nel novero delle economie sane, lo spread arretrerebbe considerevolmente così come la disoccupazione. Insomma si metterebbe in moto un volano dagli effetti assolutamente benefici. Quali sono i mezzi che il governo dovrebbe utilizzare per il raggiungimento di questo traguardo? Tagliare per quanto è possibile i 100000 lacciuoli burocratici che ci affossano, un buon piano industriale e tante infrastrutture, sopratutto al sud, valorizzando sopratutto le autostrade del mare (ad un imprenditore di Sciacca che vende in Svezia il trasporto delle sue merci deve costare quanto costerebbe ad un imprenditore lombardo).

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