Il virtuoso bail-in del Santander

Comprato il Banco Popular senza oneri statali né tragedie. L’Europa funziona

Banco Popular

Il salvataggio-lampo del Banco Popular, settima banca di Spagna e 23esima dell’Eurozona, da parte del Santander, prima spagnola e seconda della zona euro, segnala che dopo il periodo di rodaggio le regole dei “burocrati di Bruxelles” funzionano, a dispetto della lettura che imperversa in Italia. Le Borse, infarcite di titoli bancari a cominciare da Piazza Affari, hanno così interrotto ieri i ribassi determinati dall’incertezza politica. Il Popular è stato comprato dal Santander al prezzo di un euro, con sacrificio degli azionisti e dei detentori di obbligazioni subordinate; il tutto sotto la regìa della Banca centrale europea, il cui Consiglio di risoluzione (Single resolution board) ha agito assieme all’omologa autorità spagnola mettendo fine all’attività dell’istituto “incapace di pagare i debiti e sul punto di fallire”.

 

Il Santander è stato scelto con un’asta. Il tutto, come ha detto il ministro spagnolo dell’Economia Luis de Guindos, “senza impegno di soldi pubblici e senza contagio tra rischio bancario e rischio sovrano”. La vicenda è un importante test del meccanismo europeo contenuto nella “direttiva bail-in”, per la soluzione delle crisi bancarie a carico esclusivo di privati; esclusi quindi contribuenti, correntisti entro i 100 mila euro, creditori privilegiati. E’ strano che in tanti continuino a dire che il bail-in è stato evitato. Forse perché c’è appunto una narrativa un po’ distorta che pensa di poter in qualche modo aggirare la direttiva Brrd preferendo un bail-out pubblico. E che tende a dare la colpa delle crisi a Bruxelles e a chissà quali complotti esterni, anziché a gestioni colpevoli, come per Monte dei Paschi e popolari venete.

 

A conferma, il Banco Popular, con una scelta per così dire sovranista, aveva nel 2012 rifiutato i fondi europei con i quali la Spagna, sotto il controllo “light” della Troika, ha stabilizzato non solo il settore bancario ma anche quello immobiliare e le piccole e medie imprese, che da esso dipendono. Il Santander fa un affare ampliando la quota di mercato, ma si sobbarca anche una ricapitalizzazione da 8 miliardi e l’impegno a ottimizzare le due reti. Dalla Spagna arriva una doppia lezione: le crisi bancarie si risolvono per via di mercato; lo stato deve al massimo impegnarsi lo stretto necessario all’arrivo dei capitali privati. E la demagogia del risparmio tradito alligna dove ci sono cattivi banchieri e relative clientele: vedere alla voce Mps e banche venete.

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