L'Ue dà il via libera a Vivendi per l'acquisizione di Telecom

Nessun rischio di concentrazione, ma vanno cedute le quote di Persidera. La decisione, dice Bruxelles, non riguarda il processo di revisione della pluralità dei media da parte di Agcom. Mediaset perde il 3% in Borsa

L'Ue dà il via libera a Vivendi per l'acquisizione di Telecom

Vivendi ha ricevuto il via libera dalla Commissione europea per l'acquisizione di Telecom Italia, a condizione che siano cedute le quote della compagnia telefonica italiana in Persidera, la joint venture del Gruppo editoriale L'Espresso.

 

Secondo la Commissione, dopo la transazione, Vivendi avrebbe avuto un incentivo ad aumentare i prezzi applicati ai canali televisivi sul mercato all'ingrosso delle reti televisive del digitale terrestre, in cui Persidera e Mediaset detengono ciascuna una quota significativa. I benefici di una tale strategia sarebbero stati ottenuti direttamente attraverso Persidera o indirettamente attraverso la partecipazione azionaria di minoranza in Mediaset, perché gli altri attori attivi sul mercato non rappresentano un'alternativa sostenibile per i canali televisivi. Di conseguenza "i canali televisivi avrebbero dovuto sostenere costi maggiori per raggiungere il loro pubblico in Italia".

 

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La Commissione ha anche esaminato l'eventualità che la relazione fra le attività di Vivendi in Italia (pubblicità, musica, televisione e giochi mobili) e quelle di Telecom Italia nel settore delle telecomunicazioni fisse e mobili possa sollevare problemi di concorrenza. La conclusione è stata che Vivendi "non avrebbe la capacità o l'incentivo per escludere altri concorrenti dai mercati di rilievo".

 

La Commissione europea, però, ha ricordato di avere la competenza esclusiva nella valutazione della transazione sulla concorrenza: tuttavia, il regolamento sulle concentrazioni riconosce che gli stati membri possono adottare misure idonee per tutelare altri interessi legittimi, quali la pluralità dei mezzi di comunicazione. Una valutazione di tale pluralità, di norma, esamina le questioni di più ampio respiro relativamente a una sufficiente diversità del numero, della gamma e della varietà degli individui aventi il controllo delle imprese di comunicazione. Lo scorso aprile, l'Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) aveva osservato che la posizione di Vivendi sui mercati italiani dei media e dei contenuti non è conforme al decreto legislativo sulla pluralità della radiotelevisione. Bruxelles indica oggi che, "considerato che l'indagine e i risultati della Commissione riguardano unicamente gli aspetti relativi alla concorrenza nella transazione in questione, l'odierna decisione di autorizzazione condizionata non pregiudica il processo di revisione della pluralità dei media a livello nazionale".

 

In Borsa cede però Mediaset, della quale il gruppo media francese detiene quasi il 30 per cento: il Biscione perde il 3,4 per cento a 3,65 euro, il peggiore tra i titoli a elevata capitalizzazione della Borsa di Milano. Gli operatori vedono più probabile che Vivendi, per adempiere alle decisioni dell'Agcom, decida di ridurre la partecipazione nel capitale di Cologno: secondo i tempi della delibera dell'Authority, la decisione andrebbe indicata entro il 19 giugno. Secondo alcune fonti citate dalle agenzie è probabile che si proceda intanto con la sterilizzazione dei diritti di voto sopra il 10 per cento.

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