E' ora di approvare il ddl Concorrenza

Dopo 800 giorni e 200 modifiche, il tempo della discussione è chiuso

E' ora di approvare il ddl Concorrenza

Doveva essere una norma con cadenza annuale: facile, veloce e a costo zero. Si sta trasformando in un parto legislativo. Dal 2009 vige l’obbligo, per il Parlamento, di approvare ogni anno una legge sulla Concorrenza che tenga conto tanto delle indicazioni dell’Antitrust quanto delle innovazioni dell’economia e dell’evolversi della società. Dal 2009 è stata presentata una sola legge annuale sulla Concorrenza: nel 2015, allo zenit della propulsione riformista del governo Renzi. Anche quel tentativo è stato abbondantemente annacquato dalle rivendicazioni di piccoli e grandi interessi corporativi, che in due anni hanno ridotto la portata liberalizzatrice del testo. E’ sparita la liberalizzazione dei farmaci in fascia C, di alcuni aspetti della professione notarile nonché dell’ingresso nelle società di capitali.

 

Mentre la spinta pro concorrenza si è indebolita, si sono rafforzate le forze anti mercato. Se da un lato si è preferito non toccare i tassisti, dall’altro Uber è stata vietata (per il momento) da un tribunale. E’ stata rinviata l’applicazione della direttiva Bolkestein – che liberalizza gli appalti pubblici – nonché la fine della maggior tutela al mercato dell’energia. Si è tentato di obbligare i negozi a stare chiusi in determinate festività e di bloccare le attività degli autobus low cost di FlixBus. Dopo il voto del Senato, il ddl può essere approvato definitivamente solo con la fiducia, come peraltro chiede il ministro Calenda. Ma dopo 800 giorni di dibattito e 200 modifiche apportate, c’è chi ancora chiede di riaprire la discussione. Per eliminare qualche altra misura concorrenziale. Nonostante sia stato annacquato, il testo contiene diverse misure positive. Ma soprattutto la sua approvazione permetterebbe di lavorare alla prossima – e più incisiva – legge sulla Concorrenza.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    11 Maggio 2017 - 09:09

    E poi si proclama e si scrive dalla stampa amica che il governo fa le riforme. A proposito che fine hanno fatto i proclami di liberalizzazioni delle professioni?

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