Cosa cambia con la riforma del lavoro autonomo

Professionisti, partite Iva e smart working: sono oltre 2 milioni e da oggi avranno più garanzie con il ddl Autonomi approvato dal Senato 

Cosa cambia con la riforma del lavoro autonomo

Terza giornata del Lavoro Agile a Milano Nella foto: Markersplace and fablab Yatta! per il coworking (Piero Cruciatti / LaPresse)

Con 158 sì, 9 no e 45 astenuti il ddl sul lavoro autonomo e agile è stato approvato questa mattina dal Senato, dopo quasi 15 mesi dal via libera del Consiglio dei ministri. Il provvedimento costituisce una sorta di Jobs act per le partite Iva e disciplina il cosiddetto smart working, cambiando alcune regole in vigore per i lavoratori autonomi e i professionisti. “Oggi il percorso di riforma del lavoro definito nel Jobs Act si completa con un provvedimento innovativo e di grande importanza – ha commentato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti – che punta a sostenere e valorizzare il lavoro autonomo non imprenditoriale, attraverso un sistema di tutele specifiche, e a migliorare la qualità della vita dei lavoratori dipendenti, favorendo la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro”.

     

Il provvedimento estende alcune tutele ai lavoratori autonomi e alle partite Iva, stabilendo tra le altre cose che i collaboratori che prestano la propria attività in via continuativa non possono essere sospesi dal loro lavoro in caso di gravidanza, malattia e infortunio. Si estende anche l'indennità di disoccupazione a nuove categorie. Dal primo luglio prossimo potranno richiedere la Dis-coll (prevista per chi ha collaborazioni coordinate e continuative) anche ai lavoratori che prestano attività con collaborazioni a progetto, assegnisti o dottorandi di ricerca. Per i pagamenti è prevista una stretta sui ritardi, perché la legge prevede che dovranno essere versati entro un termine concordato, mai superiore a 60 giorni. Chi lavora per conto proprio sarà anche incentivato a investire sulla propria formazione, avendo un tetto di 10mila euro deducibili per le spese di iscrizione a master, corsi di formazione o aggiornamento, convegni e congressi, oltre alle relative spese di soggiorno e viaggio. I centri per l'impiego, infine, avranno sportelli dedicati al lavoro autonomo, per favorire l'incontro fra domanda ed offerta.

          

Nella seconda parte della legge vengono invece disciplinate le regole dello smart working, il lavoro agile, promosso allo scopo di incrementare la competitività e agevolare la conciliazione vita-lavoro. In questo caso il governo non ha previsto una nuova tipologia contrattuale ma ha disciplinato nuove modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, che potrà essere a tempo determinato o indeterminato e si applicherà anche alle pubbliche amministrazioni. Il dipendente che si troverà a lavorare a queste condizioni, godrà di parità di trattamento economico rispetto ai colleghi che lavorano in azienda e avrà gli stessi limiti orari stabiliti dai contratti collettivi. Tra i diritti che sono stati estesi c'è il riconoscimento della tutela contro gli infortuni e le malattie professionali.

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